Vinitaly si conclude con 97.000 visitatori, un operatore su tre proviene dall'estero.

Vinitaly si conclude con 97.000 visitatori, un operatore su tre proviene dall’estero.

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Gli arrivi dal Canada e dal Brasile rimangono stabili, un risultato che acquista ulteriore importanza in un contesto complicato dall’aumento dei dazi statunitensi e dalle tensioni geopolitiche. Per quanto riguarda Vinitaly and the City, l’evento dedicato agli appassionati di vino nel centro storico di Verona, sono stati venduti oltre 50.000 biglietti per le degustazioni, la stessa cifra del 2024, ma con un giorno di evento in meno. Vinitaly 2025 si conclude dunque come un evento ancora più internazionale, focalizzato sul business e strategico: un elemento centrale per il futuro del vino italiano e una piattaforma di dialogo e confronto tra oltre 4.000 aziende del settore, associazioni di categoria, istituzioni nazionali ed europee.

È la prima volta che due commissari europei sono in visita ufficiale a Vinitaly: Christophe Hansen (Agricoltura e Sviluppo rurale) e Olivér Várhelyi (Salute). Presenti anche il Ministero dell’Agricoltura, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero degli Affari Esteri e l’Agenzia ICE, che ha collaborato alla realizzazione del piano di incoming per operatori dall’estero. “Vinitaly 2025 si chiude con un’edizione di successo, in cui il mondo del vino italiano ha dimostrato unità e capacità di reazione, anche di fronte alle prime difficoltà legate all’introduzione dei dazi americani” – ha commentato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere –. Verona si è riaffermata come la capitale europea del vino, grazie alla partecipazione di due Commissari UE, i quali da Vinitaly hanno annunciato nuove iniziative concrete a sostegno della filiera, insieme ai ministri e alle numerose presenza istituzionali a Verona durante i giorni della manifestazione. Un segnale forte, in un momento che richiedeva chiarezza, coesione e visione strategica. Inoltre, Vinitaly rafforza il proprio legame con gli Stati Uniti: dopo il primo evento nel 2024, tornerà a Chicago il 5 e 6 ottobre di quest’anno con la seconda edizione di Vinitaly Usa.” “Su questo mercato, il vino italiano ha le idee chiare: continuare a costruire un rapporto solido e duraturo con i consumatori americani, che sono sempre stati protagonisti del nostro successo all’export,” ha concluso.

“Vinitaly è un brand forte che ha saputo dare al mondo del vino una risposta sistemica agli scenari internazionali” – ha spiegato il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini –. Tra le novità di questa edizione di Vinitaly, l’esordio di Vinitaly Tourism, il formato dedicato all’enoturismo, e l’ingresso nel palinsesto di tendenze emergenti. Vinitaly, oggi più che mai, rappresenta un asset strategico in un periodo di profonde trasformazioni. La qualità degli operatori e la soddisfazione degli espositori, con agende di lavoro piene di appuntamenti, confermano il ruolo centrale della manifestazione nell’ascolto dei mercati e nella promozione del vino italiano a livello globale”, ha concluso. La prossima edizione di Vinitaly si svolgerà dal 12 al 15 aprile 2026.

– foto ufficio stampa Veronafiere –

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