“Il recente calo di quest’ultima settimana potrebbe essere attribuito ad una diminuzione delle segnalazioni da parte dei medici di famiglia durante il periodo natalizio, come dimostrato dal fatto che il calo è più evidente nei dati provenienti dalle comunità rispetto a quelli ospedalieri. Inoltre, vi è un impatto dovuto alla chiusura delle scuole – commentano gli esperti ISS del dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss -. Pertanto, l’incidenza potrebbe risalire o, in ogni caso, rimanere elevata anche nelle settimane a venire”. L’intensità è molto alta in Sicilia, alta in Campania, e media in Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Umbria e Puglia, mentre è bassa in tutte le altre regioni. La modifica della definizione di caso da ILI ad ARI complica il confronto dell’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità calcolate sui dati delle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni. Nella settimana, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero, si registra un alto tasso di positività per influenza nelle persone con infezioni respiratorie, in particolare in ambito ospedaliero (22,2% e 50,3% rispettivamente). La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un incremento del numero di casi nella settimana 51 (16-22 dicembre, ultimi dati consolidati) rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo prevalente tra le forme gravi è A(H3N2). La maggior parte dei casi gravi e complicati riguarda persone non vaccinate.
Per quanto concerne la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) è nettamente superiore rispetto a quella dei virus A(H1N1)pdm09. Anche nei reparti ospedalieri si osserva una percentuale più alta di virus A(H3N2). Fino ad oggi, nessun campione è risultato positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, il che potrebbe indicare la circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento in corso dal cominciamento della sorveglianza mostrano che tra i ceppi di virus influenzale A H3N2 attualmente circolanti in Italia, il subclade K è nettamente predominante, mentre tra i ceppi H1N1 pdm09, tutti i ceppi appartengono esclusivamente al subclade D.3.1, nel contesto del più ampio clade 5a.2a.1 a cui appartengono anche i ceppi vaccinali.
– foto grafico ISS –
