Sanità Integrativa: La Risoluzione di Zaffini nella X Commissione

Sanità Integrativa: La Risoluzione di Zaffini nella X Commissione

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Il documento rappresenta un atto di indirizzo vincolante per il Governo, partendo da una panoramica del settore attuale. Attualmente, solo il 24% della popolazione beneficia di sanità integrativa, rispetto a una media del 75% nell’Unione Europea, con un contributo medio per ogni beneficiario di 190 euro, inferiore ai 260 euro europei. Inoltre, la copertura è socialmente squilibrata: i lavoratori dipendenti coperti dalla contrattazione collettiva ne traggono maggiore vantaggio, mentre solo il 3% degli iscritti ai fondi è costituito da pensionati, nonostante il loro bisogno di assistenza sanitaria. Per quanto riguarda la spesa, nel 2022, la sanità privata ha raggiunto un record storico con 41,5 miliardi di euro; se si considerano i circa 25 miliardi destinati ai servizi socio-assistenziali, la spesa totale dei cittadini “di tasca propria” si aggirerebbe intorno ai 70 miliardi, dei quali soltanto 5 intermediati.

Il Governo è chiamato a confrontarsi con sette impegni. Per ampliare la platea di beneficiari, la risoluzione sottolinea la necessità di contrastare l’elusione contributiva – attualmente solo il 55% dei lavoratori privati è coperto a causa delle imprese che non versano i contributi previsti dai rispettivi CCNL – attraverso una contitolarità dei fondi nel recupero di contributi omessi, anche in collaborazione con gli Ispettorati del lavoro; estendere i piani sanitari contrattuali alle famiglie; mantenere l’iscrizione anche durante la pensione con finanziamento volontario; e migliorare la copertura per il pubblico impiego.
In ambito normativo, si richiedono misure più omogenee e rigorose in termini di trasparenza e rendicontazione, un testo unico che integri l’attuale regolamentazione frammentata, il rafforzamento dell’Osservatorio e dell’Anagrafe presso il Ministero della Salute, un coordinamento più efficace con IVASS e Agenas, e una rimodulazione delle operatività dei fondi, al fine di concedere maggiore spazio alle prestazioni extra-LEA nei piani sanitari.

La risoluzione delinea un quadro chiaro: la riforma dovrà caratterizzare la sanità integrativa come strumento di integrazione “con e del” Servizio sanitario nazionale, mantenendo la logica della sussidiarietà e non compromettendo i principi fondamentali del SSN, a partire dall’universalità. Infine, si richiede al Governo di accompagnare la riforma con una valutazione della sua “convenienza sociale”, per fornire al Parlamento gli elementi necessari per decidere se i vantaggi fiscali per i membri superino i benefici derivanti dal mantenimento delle stesse risorse nella fiscalità generale.

Il documento sarà ora votato dalla Commissione. Se approvato, diventerà la linea guida per il Governo in vista di una riforma che Zaffini ha più volte definito realizzabile con la legislazione attuale.

– foto IPA Agency –

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