Sul piano territoriale, nelle aree del Sud e delle Isole la domanda di turisti stranieri è stimata in aumento dell’8,7%, corrispondente a circa 3,3 milioni di presenze in più. Nel Nord Est, gli stranieri aumentano del 6,7% (+7 milioni di pernottamenti) e nel Nord Ovest del 6,5% (+3 milioni di presenze). Nelle regioni del Centro, la variazione stimata è del 5,7%, con un incremento di presenze straniere di 3,7 milioni. Riguardo all’andamento delle varie tipologie di prodotto turistico, la variazione complessiva dei flussi appare piuttosto uniforme. In particolare, riguardo al trend dei mercati esteri, le città e i centri d’arte registrano una crescita del 6,4%, portando il totale delle presenze straniere a 84,5 milioni. Le località dei laghi vedono un incremento delle presenze straniere del +6,7%, con un totale stimato di 34,5 milioni di pernottamenti. Le aree montane segnano un +8,5%, raggiungendo un totale stimato di 31,1 milioni di presenze straniere. Per le località marine, la crescita del mercato estero è del 6,4%, portando i pernottamenti complessivi a 72,7 milioni.
Un trend positivo è visibile anche nelle aree rurali e collinari (+5,8%) e per il settore termale (+5,9%), con un totale stimato di presenze straniere rispettivamente di 12,6 e 7,6 milioni. Infine, le aree di altro interesse hanno registrato una variazione del +6,9%, contribuendo a un totale di pernottamenti degli stranieri di 27,8 milioni. “L’Italia continua a dimostrarsi una meta turistica ambita e uno dei brand più forti nel mercato internazionale, capace di attrarre flussi crescenti grazie al richiamo del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico, generando un importante valore economico”, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti. “Mantenere questa traiettoria fino al 2026 richiederà investimenti infrastrutturali e misure mirate per elevare gli standard qualitativi dei servizi e per combattere le spinte inflazionistiche, in modo che il settore possa continuare a essere un motore fondamentale per la crescita economica del Paese.”
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