L’Osservatorio socio-economico della Pizza Napoletana, fondato dall’Università degli Studi di Napoli ‘Parthenope’, in collaborazione con diverse istituzioni e associazioni, ha presentato a Roma i risultati del suo primo anno di attività. Questo studio ha fornito una panoramica dettagliata di un settore che genera annualmente 15 miliardi di euro in Italia, con oltre 50.000 pizzerie, più di 300.000 dipendenti e oltre 8 milioni di pizze prodotte quotidianamente. La ricerca si è basata su questionari compilati da 101 rispondenti e sui dati raccolti da 250 attività affiliate all’Avpn, rispettando i requisiti di qualità del settore.
Le informazioni emerse rivelano la geografia dei prezzi della Pizza Napoletana Margherita. Il costo medio nazionale è di 7,04 euro, con variazioni significative: 6,74 euro a Napoli, 6,72 euro nel Sud, 7,46 euro nel Centro e 7,66 euro nel Nord. È stato calcolato anche l’Indice Pizza Napoletana Margherita (Ipnm), che misura le differenze di prezzo rispetto a Napoli: 99,68 al Sud, 110,63 al Centro e 113,70 al Nord. Nonostante l’aumento dei costi delle materie prime, la pizza margherita ha registrato solo lievi incrementi, mantenendo la sua accessibilità. Per il 31,30% degli intervistati, il prezzo è aumentato tra 0,01 e 0,50 euro, mentre il 14,60% non ha rilevato alcun aumento.
Un’analisi approfondita ha esaminato il ruolo delle donne nel settore. Mentre le donne ricoprono posizioni significative nella proprietà e nella gestione (38,5% e 50,5%, rispettivamente), la professione di pizzaiola rimane rara, con solo il 2% di rappresentanza femminile. Questo squilibrio evidenzia la necessità di superare le barriere culturali all’interno di un contesto prevalentemente maschile e familiare, dove il 74,3% delle imprese ha una struttura familiare.
Il settore continua a essere caratterizzato da una forte presenza di pizzerie a conduzione familiare, molte delle quali presentano modelli organizzativi semplici e poco propensi all’espansione. Infatti, il 57,4% delle pizzerie è “pura”, il 76% ha una sola sede, il 66% si trova in aree urbane e la dimensione media del personale è di 14 dipendenti. Solo il 54,7% delle imprese determina i propri prezzi tramite un’analisi dei costi, un segnale che evidenzia la necessità di sviluppare competenze manageriali.
Durante l’evento, è stato discussa anche l’importanza della pizza come patrimonio culturale e identitario, supportato da ricerche del Cnr. La pizza napoletana rappresenta un simbolo dell’identità culturale italiana, unendo tradizione, storia e pratiche sociali. La manifestazione ha incluso un live cooking con Maestri Pizzaioli Avpn, sottolineando l’importanza di questa arte, riconosciuta come Patrimonio culturale Immateriale dall’Unesco.
Numerose figure di spicco hanno partecipato all’evento, tra cui Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Salvatore Capasso, direttore del Dipartimento Scienze Umane e Sociali del Cnr; Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana; e altri esperti del settore.
Salvatore Capasso ha dichiarato: “Questo Osservatorio nasce per continuare a esplorare un settore che è al contempo patrimonio culturale e motore economico del Paese. Sebbene la Pizza Napoletana Margherita resti un prodotto accessibile, si evidenziano anche sfide strutturali, come i modelli imprenditoriali tradizionali e i divari di genere.”
Antonio Pace ha aggiunto: “Nonostante i rialzi nei costi delle materie prime, i pizzaioli cercano di mantenere l’accessibilità, ma la ricerca mette in luce l’urgenza di affrontare il divario di genere nel settore.”
Massimo Di Porzio ha sottolineato l’importanza di proteggere e normare la figura del pizzaiolo napoletano, evidenziando il suo ruolo cruciale nel panorama socio-economico.
Rocco Agrifoglio ha commentato che il settore è composto principalmente da piccole attività familiari e che l’accessibilità della Pizza Napoletana Margherita rimane un segno distintivo, nonostante le variabili di prezzo nelle diverse regioni. L’obiettivo futuro è quello di estendere l’analisi oltre i confini nazionali per comprendere le influenze socio-culturali ed economiche.
Infine, Raffaele Fiorentino ha sottolineato che l’Osservatorio può fornire utili informazioni per aiutare le pizzerie a raggiungere il successo economico e a rafforzare l’intera filiera.
