Pichetto al Consiglio Energia di Bruxelles: "Il rinvio del target 2040 ai Governi rappresenta un forte segnale politico"

Pichetto al Consiglio Energia di Bruxelles: “Il rinvio del target 2040 ai Governi rappresenta un forte segnale politico”

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“Siamo fermamente convinti che sia responsabilità dei leader del Governo stabilire il livello di ambizione, insieme a tutte le condizioni necessarie e le flessibilità richieste per i loro territori. Senza tali premesse, gli Stati membri potrebbero trovarsi nuovamente di fronte a obiettivi irrealizzabili e costi insostenibili per i cittadini e le imprese,” ha evidenziato Pichetto.

“CITTADINI E IMPRESE NON DEBBONO AFFRONTARE COSTI PER LA TRANSIZIONE”

“Il punto cruciale delle proposte esaminate nelle ultime settimane concerne le condizioni abilitanti. Non possiamo pretendere che le nostre imprese competano a livello globale con regole più severe e senza adeguati strumenti finanziari. Non possiamo chiedere ai cittadini di sostenere il costo della transizione senza garanzie sull’accessibilità energetica”. “Senza un sistema europeo coeso e senza protezioni efficaci, la transizione potrebbe amplificare le disuguaglianze e le divisioni, piuttosto che rafforzare l’Unione. Per questo motivo abbiamo fortemente sostenuto il principio di neutralità tecnologica. Non accetteremo esclusioni non supportate dalla scienza.” Riafferma, “Tutte le tecnologie che contribuiscono a ridurre le emissioni devono essere incluse nella soluzione: rinnovabili, nucleare, stoccaggio, CCS, CCU, geotermia, idroelettrico, biocarburanti sostenibili e le soluzioni innovative che emergeranno. Escludere intere filiere significherebbe condannare l’Europa a inseguire altri attori globali, perdendo competitività e leadership.”

“STATI UE LIBERI DI SELEZIONARE STRUMENTI PER LA TRANSIZIONE”

“C’è anche la questione dei crediti internazionali. Riteniamo che rappresentino un’opportunità per cooperare in un contesto globale, attirando investimenti anche in settori facenti fatica a svilupparsi. Per quanto riguarda gli assorbimenti naturali, comprendiamo le preoccupazioni di molti Stati membri relativamente all’incertezza del settore LULUCF. Una volta compensate le emissioni, tutti i vincoli rigidi devono essere eliminati. Bloccare la contabilizzazione totale degli assorbimenti è un approccio privo di senso sia dal punto di vista politico che scientifico.” Spiega: “La stessa logica si applica alle rimozioni tecnologiche: limitarne l’uso solo ai settori ‘hard to abate’ è un’imposizione ingiustificata. Ogni Stato deve essere libero di scegliere come utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione e poter applicare ogni leva in base alle proprie priorità nazionali. Solo così possiamo garantire un quadro efficace, flessibile e pragmatico. La credibilità delle nostre decisioni dipende dalla chiarezza delle opzioni che offriamo a cittadini e imprese. È il momento di decidere se costruire un’Europa in grado di guidare la transizione, o un’Europa che rischia di rimanere intrappolata tra obiettivi irraggiungibili e fratture interne.” Conclude.

– Foto IPA Agency –

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