“Il meccanismo di salvaguardia proposto dalla Commissione nelle scorse settimane – ha sottolineato Giansanti – non riuscirà certamente a proteggere le nostre produzioni.” Sono state sollevate preoccupazioni anche riguardo al trattato con l’Australia, soprattutto per le ripercussioni sui settori delle carni bovine e ovine, zucchero e riso. Per quanto riguarda la recente modifica dell’art. 29 del trattato tra Unione Europea e Ucraina (DCFTA), si teme un aumento significativo delle quote tariffarie per prodotti cruciali per il nostro settore primario. La clausola di salvaguardia introdotta è considerata poco efficace, in quanto non automatica e priva di criteri ben definiti per la sua attivazione; sarebbe opportuno implementare un monitoraggio automatico delle importazioni e stabilire soglie oggettive per attivare immediatamente le misure di protezione. Riguardo al Regolamento Deforestazione (Eudr), Confagricoltura ha richiesto alla presidente dell’Europarlamento che la recente proposta della Commissione di rinviare l’entrata in vigore del nuovo regolamento al 30 dicembre 2026 venga applicata non solo alle piccole e medie imprese, ma a tutte le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni.
È fondamentale anche il negoziato attualmente in corso per la modifica del regolamento sul Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG), che prevede agevolazioni per i paesi in via di sviluppo, così come la questione dell’approvvigionamento di fertilizzanti, che al momento presenta ancora ostacoli normativi da superare. È urgente anche l’approvazione del “pacchetto semplificazione” della Pac, attualmente in discussione. Infine, si parla del “pacchetto vino” proposto dalla Commissione e ora al vaglio del Parlamento Ue. Confagricoltura richiede l’approvazione di tutti gli interventi favorevoli per il settore, promuovendo iniziative come l’allargamento degli aiuti per misure di enoturismo alle singole aziende agricole e definendo le norme riguardanti i vini dealcolati.
– foto ufficio stampa Confagricoltura –
