Ondate di calore e annegamenti: in estate i bambini sono più a rischio di incidenti. Ecco come prevenirli.

Ondate di calore e annegamenti: in estate i bambini sono più a rischio di incidenti. Ecco come prevenirli.

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La stagione estiva offre libertà a adolescenti e ragazzi, ma porta con sé anche molte insidie, come l’aumento di casi di annegamento, colpi di calore, incidenti stradali e rischi legati all’uso di veicoli a motore, come i quad.

Molte di queste situazioni sono prevenibili tramite misure di sicurezza. Adelia Lucattini, docente della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e dell’International Psychoanalytical Association (IPA), analizza i fattori psicologici e comportamentali che aumentano la vulnerabilità durante l’estate.

“Incidenti avvengono durante attività ordinarie”

Secondo l’esperta, “uno dei fattori sottovalutati è la convinzione che un ambiente familiare sereno e una località vacanziera tranquilla siano automaticamente sicuri. L’assenza di incidenti in contesti familiari, come giardini o piscine, può far abbassare la percezione del rischio. In realtà, molti incidenti avvengono durante attività quotidiane, quando l’adulto presume che il bambino sia autonomo o sorvegliato da qualcun altro.”

Dal punto di vista psicologico, è fondamentale considerare la “normalizzazione del rischio”, un comportamento pericoloso che, se ripetuto senza conseguenze, viene percepito come sicuro. Ma l’assenza di incidenti passati non garantisce la sicurezza futura. Inoltre, la frammentazione dell’attenzione degli adulti—tra telefono, faccende e presenza di più bambini—può creare lacune nella sorveglianza. Studi sugli annegamenti infantili evidenziano come distraction e ambiguità su chi debba osservare il bambino siano fattori comuni negli incidenti.”

Prevenzione annegamenti

Per prevenire gli annegamenti, “la prima regola è una sorveglianza attiva e continua. Sorvegliare significa osservare realmente il bambino, evitando distrazioni come leggere o usare il telefono. Con neonati e bambini piccoli, è importante rimanere a distanza di braccio. Anche una breve distrazione può portare a incidenti. La seconda regola prevede di dare responsabilità ai bambini più grandi nella sorveglianza. Durante eventi o attività in spiaggia, è utile designare un ‘adulto sorvegliante’, alternando turni.”

Inoltre, “la terza regola è creare barriere fisiche. Piscine e vasche devono essere inaccessibili quando non in uso. La combinazione di sorveglianza attiva e barriere adeguate è uno dei migliori strumenti per prevenire annegamenti. Anche le piscine portatili possono essere pericolose; sono stati segnalati annegamenti anche in soli 15 cm d’acqua. La quarta regola avverte che braccioli e giochi acquatici non sono garanzie di sicurezza e non sostituiscono la sorveglianza attiva. Devono essere utilizzati dispositivi di galleggiamento omologati, ma nemmeno questo sostituisce la necessità di vigilanza.”

È fondamentale che l’insegnamento del nuoto sia accompagnato da un’educazione della sicurezza per i genitori. Infine, gli adulti dovrebbero conoscere le manovre di rianimazione cardiopolmonare e avere sempre un modo rapido per contattare i soccorsi.”

I rischi delle ondate di calore

Riguardo alle ondate di calore, “neonati e bambini piccoli sono più vulnerabili rispetto agli adulti” spiega Lucattini. “I segni possono essere aspecifici: irritabilità, sonnolenza, vertigini, e riduzione dell’attività. Osservare segni come diminuzione della produzione di urina è fondamentale. Il rischio è particolarmente alto se il bambino manifesta confusione o disorientamento.”

Le prime reazioni a segnali di colpi di calore devono essere immediate; interrompere l’attività, portare il bambino in un luogo fresco e rimuovere i vestiti. Se compaiono sintomi gravi come perdita di coscienza o convulsioni, è necessario contattare i soccorsi. È importante programmare pause frequenti per idratarsi, specialmente durante le ore calde.”

I rischi per gli adolescenti

Per gli adolescenti, “spesso comprendono il rischio, ma il desiderio di provare emozioni e dimostrarsi coraggiosi può prevalere sulla valutazione delle conseguenze.” Durante questa fase di crescita, è cruciale che gli adulti stabiliscano regole chiare e non negoziabili riguardanti la sicurezza.”

Le regole devono essere accompagnate da un dialogo aperto, in cui i ragazzi possano partecipare alla costruzione della loro sicurezza. La prevenzione deve contemperare le caratteristiche evolutive dei ragazzi e il tipo di sorveglianza offerta dagli adulti. La sicurezza deve restare proporzionata allo sviluppo fisico e psicologico del bambino.”

Infine, Lucattini offre consigli pratici: vigilare sempre sui bambini, avere il coraggio di rifiutare attività rischiose e comunicare i pericoli in modo chiaro e non catastrofista. È essenziale lavorare sulla consapevolezza del rischio, mantenendo sempre aperto il dialogo tra genitori e figli.

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