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Nucleare, Ciafani (Legambiente): “Un morto causato dal mercato, non dall’ambientalismo”

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“Il nucleare? È come parlare di un morto di cui in Italia stiamo tentando di fare una grande seduta spiritica. Un morto causato non dall’ambientalismo, ma dal mercato, un killer insospettabile. Onestamente, pensiamo che si stia perdendo tempo su un’opzione che è più costosa (come evidenziato dal rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia). Infatti, lo scorso anno, negli Stati Uniti, durante il primo anno del secondo mandato di Donald Trump, il 92% degli investimenti energetici delle aziende americane è andato alle rinnovabili, solo l’8% alle centrali a gas a ciclo combinato e lo 0% al nucleare, nonostante la narrazione pro-nucleare e pro-fossile del presidente. Le aziende in America, e non solo, investono in ciò che conviene loro”. Queste le parole di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ai microfoni di Adnkronos in diretta da Ecomondo, la fiera dedicata all’economia green, blue e circolare, che si tiene a Rimini fino al 6 novembre.

Riguardo alla manovra, Ciafani tocca il tema della transizione energetica ed ecologica, affermando che “alcune misure vengono prorogate solo di un anno”, quando, in realtà, incentivi per le ristrutturazioni finalizzate all’efficienza energetica “dovrebbero essere stabilizzati”. Inoltre, “nella legge di bilancio mancano risorse per il piano nazionale di adattamento climatico e non ci sono finanziamenti per le azioni di adattamento”.

“Il 5 dicembre scenderemo in piazza insieme ad altre organizzazioni, stiamo organizzando una grande manifestazione a Piazza del Popolo, a Roma, dalle 14:30 alle 17:30. Sarà una festa popolare, durante la quale daremo voce alle vittime della crisi climatica, come le persone vulnerabili o gli agricoltori che hanno perso i loro raccolti. Saranno presenti anche tutti i rappresentanti di quei settori che rappresentano la soluzione per ridurre le emissioni di gas serra: una realtà già presente intorno a noi. Quindi, faremo parlare le vittime e i protagonisti per chiedere a chi si candida a governare il Paese nella prossima legislatura di adottare quattro pilastri fondamentali: le politiche climatiche in cima all’agenda, attuazione immediata di misure di mitigazione e adattamento, e chi inquina deve pagare. Si tratterà di un appello che presenteremo ai partiti di maggioranza e opposizione, affinché si faccia ciò che fino ad oggi non è stato realizzato”.


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