Lombardia al vertice per occupazione giovanile e valore aggiunto, con il terziario milanese leader in Italia

Lombardia al vertice per occupazione giovanile e valore aggiunto, con il terziario milanese leader in Italia

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In Lombardia, il tasso di occupazione per i giovani tra i 25 e i 34 anni si attesta all’80,1%, superando di quasi 12 punti la media nazionale del 68,4%. La disoccupazione in questa fascia d’età è pari al 4%, contro il 9,5% a livello nazionale. Anche il valore aggiunto per occupato è tra i più elevati d’Italia, registrando un indice di 119 per l’intera economia e di 125 nel settore terziario di mercato. Le province di Varese e Milano guidano la regione per quanto riguarda l’occupazione giovanile, con Milano che detiene il primo posto a livello nazionale per valore aggiunto per occupato. Questi dati, provenienti da un’analisi di AstraRicerche per Manageritalia Lombardia (elaborata su dati Istat), attirano l’interesse dei manager, uomini e donne impegnati nella gestione aziendale e nel miglioramento delle performance.

“Chi vive quotidianamente la realtà aziendale” – osserva Antonio Bonardo, Presidente di Manageritalia Lombardia, durante l’assemblea dell’Associazione tenutasi oggi all’Ibm Innovation Studio di Piazza Gae Aulenti – “è consapevole che la Lombardia parte da una posizione di vantaggio: otto giovani adulti su dieci sono occupati e il valore generato per occupato è tra i più alti dell’intero Paese. Tuttavia, questa posizione di forza deve essere protetta e le disparità tra Milano e il resto della regione indicano che non possiamo darla per scontata”. Attualmente, la Lombardia è tra le prime regioni italiane per occupazione giovanile, e vanta una delle disoccupazioni più basse. Ogni provincia supera la media nazionale per il tasso di occupazione dei 25-34enni, con Varese al 82,4% e Milano all’81,9%, entrambe tra le prime dieci in Italia; la provincia con il dato più basso è Sondrio (71,2%). Bergamo (2,1%), Lecco (3,1%) e Lodi (3,2%) sono tra le province con il tasso di disoccupazione giovanile più basso d’Italia. Sondrio, invece, è la provincia lombarda più in difficoltà, con una disoccupazione del 10,5% per la fascia 25-34 anni, in linea con la media nazionale.

In termini di valore aggiunto per occupato, la Lombardia si colloca a 119, tra i valori più elevati in Italia insieme al Trentino-Alto Adige, e nel settore terziario di mercato (escludendo il settore immobiliare) raggiunge il valore di 125. Milano occupa il primo posto in Italia sia nell’economia complessiva (132) sia nel terziario di mercato (145); seguono Monza e Brianza (115 nel totale, 118 nel terziario) e Cremona (115 e 111). Questi dati includono chi lavora nel territorio, compresi i pendolari che si spostano verso Milano dalle province circostanti. Tuttavia, non tutte le province seguono l’andamento di Milano: nel terziario di mercato, Como e Pavia (97) rimangono sotto la media nazionale, mentre Mantova è in linea (100). In Lombardia, i manager sono 59.696 su un totale di 133.701, con una presenza di 1,8 manager ogni 100 lavoratori (la media nazionale è di 0,9 ogni 100, mentre in Francia e Spagna si registrano valori di 2-3 ogni 100).

“Il settore terziario lombardo” – continua Bonardo – “rappresenta una forza trainante per l’intero Paese, ma il suo valore è concentrato a Milano e nelle aree limitrofe. La sfida per il futuro sarà portare la stessa qualità di servizi, competenze e managerialità anche nelle altre province e soprattutto all’interno delle loro PMI, essenziale per affrontare la transizione digitale. Per guidare questo processo e superare le resistenze all’inserimento di professionisti esterni, è necessaria un’azione integrata: a livello istituzionale, serviranno politiche attive e incentivi fiscali mirati, come voucher strutturali per l’inserimento di manager temporanei e frazionali o un intervento della Regione Lombardia per rafforzare il supporto all’inserimento di dirigenti nelle PMI, anche aggiornando strumenti ispirati all’articolo 20 della Legge 266/1997. Inoltre, è fondamentale promuovere un cambiamento culturale aziendale: dobbiamo accompagnare gli imprenditori nella transizione da una gestione puramente familiare a una gestione aziendale più strategica e professionale. Infine, è necessaria un’ulteriore azione per rafforzare il network di matching tra aziende, in particolare PMI, e manager qualificati, facilitando la condivisione delle competenze”. Bonardo conclude: “Come Associazione, continueremo a stimolare le istituzioni e a supportare gli imprenditori in questo processo di evoluzione, fondamentale per la competitività economica della Lombardia”.

La parte pubblica dell’assemblea ha ospitato un tavolo di discussione dal titolo “Le PMI lombarde e la sfida manageriale: tra nuove competenze e politiche occupazionali”, durante il quale si sono confrontati Armando De Crinito, Direttore Generale dell’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia; Cetti Galante, Vicepresidente dell’AISO (Associazione Italiana Società di Outplacement); Giovanna Mavellia, Segretario Generale di Confcommercio Lombardia; Paolo Mora, Direttore Generale dell’Assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia; e Antonio Bonardo, Presidente di Manageritalia Lombardia.

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