La campagna di mais per il 2025 mostra un lieve miglioramento, con superfici in aumento dopo un biennio difficile e rese medie oltre i 10 t/ha. Nonostante i segni di ripresa, il settore continua a soffrire. Nel 2024, le superfici dedicate al mais da granella hanno raggiunto il minimo storico di circa 495 mila ettari, mentre nel 2025 si stima una crescita a 540 mila ettari (+9%), ma ancora sotto i livelli del 2022. La produzione è aumentata da 4,9 a 5,5 milioni di tonnellate (+12%), rimanendo insufficiente per coprire il 45% del fabbisogno nazionale.
Per l’annata 2024/25, si è registrato un deficit commerciale record di 7,1 milioni di tonnellate (+3%), con un costo netto che ha superato 1,6 miliardi di euro (+9%), aggravato da un aumento del 6% nei prezzi delle importazioni. Dati della Rete Qualità Mais del CREA segnalano condizioni favorevoli allo sviluppo di aflatossine e fumonisine durante la campagna 2025.
L’analisi storica dimostra che, nonostante gli sforzi di contenimento, la presenza di micotossine nel prodotto finale resta una preoccupazione per gli operatori del settore. Le aflatossine, causate dal fungo Aspergillus flavus, rappresentano un rischio tossico significativo. Attualmente, l’unico metodo efficace per la prevenzione è il biocontrollo.
Si sta esplorando l’utilizzo di un fungo non tossico per favorire la competizione con il fungo dannoso: il “buono” colonizza il mais, inibendo lo sviluppo del “cattivo”. Un lungo percorso di selezione ha portato a un bioprodotto, con registrazione prevista per il 2026. Tuttavia, è disponibile per gli agricoltori dal 2015 con autorizzazione annuale, limitata al mais per uso zootecnico e non consentita in agricoltura biologica, spiegando così la sua diffusione limitata.
Si spera che in futuro possano essere disponibili soluzioni di biocontrollo senza i vincoli attuali, per migliorare la prevenzione delle micotossine a livello nazionale. L’interesse verso tecniche agronomiche alternative alla fertilizzazione azotata tradizionale sta crescendo, in risposta alla necessità di sostenibilità economica e ambientale.
L’azoto è fondamentale per la crescita delle colture, ma le emissioni legate alla sua distribuzione sollevano questioni di sostenibilità. Sostituire la nutrizione minerale con fertilizzanti organici tramite i reflui zootecnici rappresenta una valida alternativa, ma presenta sfide come la scelta delle tecniche agronomiche, la meccanizzazione e logistica.
Reti Nazionali sotto la supervisione del CREA hanno mostrato rese medie di 14,5 t/ha per gli ibridi medio tardivi, un incremento del 10,3% rispetto all’anno scorso. Durante la giornata, verranno presentati i risultati 2025, evidenziando gli ibridi di mais più performanti per la classe Fao 500 e per gli ibridi precoci delle classi FAO 200, 300 e 400, con rese medie di 12,5 t/ha, superiori del 14,7% rispetto al 2024.
Anche per la rete nazionale di prova degli ibridi da trinciato integrale, nel 2025 le rese hanno raggiunto i 24,6 t/ha, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente; tuttavia, la qualità nutritiva e la digeribilità della fibra risultano inferiori. Saranno presentate le varietà più produttive e quelle con la migliore qualità del foraggio.
