Ispra: Nel 2024 cresce l'area italiana a rischio di dissesto idrogeologico

Ispra: Nel 2024 è in aumento il territorio italiano a rischio di dissesto idrogeologico

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Il periodo 2022-2024 è stato caratterizzato da eventi idro-meteorologici di portata eccezionale. I cambiamenti climatici stanno aumentando la frequenza delle piogge intense e concentrate, causando un incremento delle frane superficiali, colate rapide di fango e detriti, e alluvioni, incluse le flash flood (piene rapide e improvvise). Questo scenario amplifica il rischio, interessando anche aree storicamente meno vulnerabili. L’Italia si conferma tra i Paesi europei maggiormente a rischio frane, con oltre 636.000 frane registrate sul territorio nazionale. Considerando che circa il 28% di esse ha una dinamica estremamente rapida e un elevato potenziale distruttivo, le conseguenze possono essere drammatiche, inclusa la perdita di vite umane. Nel 2024, la popolazione esposta al rischio frane in Italia ammonterà a 5,7 milioni di abitanti, con 1,28 milioni residenti in zone ad alta pericolosità (P3 e P4), corrispondenti al 2,2% della popolazione complessiva.

Più di 582 mila famiglie, 742.000 edifici, quasi 75.000 attività commerciali e 14.000 beni culturali sono vulnerabili nelle aree di maggiore pericolosità da frana. Per quanto riguarda le alluvioni, il rapporto evidenzia le attività del terzo ciclo di gestione (2022-2027) della direttiva alluvioni, che porterà all’aggiornamento, previsto per il 2026, delle mappe di pericolosità e rischio alluvioni. Nel documento è indicato che 1.899 km di spiagge hanno subito cambiamenti significativi tra il 2006 e il 2020, con alterazioni della linea di riva superiori a 5 m, pari a circa il 23% dell’intera costa italiana. Questo include il 56% delle sole spiagge, con 965 km di spiagge in avanzamento e 934 km in erosione. Si osserva quindi un’inversione di tendenza, con una prevalenza di tratti di costa in avanzamento rispetto a quelli in erosione di circa 30 km. Sebbene non sia riscontrabile in tutte le regioni, questo cambiamento sembra derivare dagli sforzi compiuti nel tempo per mitigare il dissesto costiero tramite interventi di ripascimento e protezione. Riguardo le valanghe, la superficie potenzialmente soggetta a fenomeni valanghivi è di 9.283 km², equivalente al 13,8% del territorio montano sopra gli 800 metri di altitudine.

– foto IPA Agency –

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