La United Nations University è parte integrante della rete globale delle Nazioni Unite, concentrandosi sullo sviluppo sostenibile, la resilienza ambientale e la cooperazione internazionale. Il centro di Bologna è il quattordicesimo a livello mondiale e rappresenta la prima sede italiana e mediterranea dell’Università delle Nazioni Unite. Per sostenere questa iniziativa, il Governo italiano ha allocato 40 milioni di dollari, attraverso il MAECI, per il fondo di dotazione dell’Istituto, garantendo così un avvio e una sostenibilità a lungo termine. Inoltre, per il primo decennio di attività, il Governo e la Regione forniranno un contributo annuale di 2,5 milioni di euro all’Istituto.
“Siamo onorati che le Nazioni Unite abbiano selezionato l’Italia – e Bologna in particolare – come sede del nuovo istituto dedicato all’intelligenza artificiale. La decisione di collocare l’UNU-AI nel Tecnopolo – dichiara il Ministro Bernini – è parte di un percorso che trasforma questa area in uno dei poli europei più avanzati per supercalcolo, big data e intelligenza artificiale. Infatti, investimenti come il supercomputer Leonardo e il centro meteo europeo ECMWF hanno creato la nostra ‘Data Valley’, oggi riconosciuta a livello internazionale”. “L’entrata dell’UNU-AI rappresenta un traguardo significativo per il sistema della conoscenza in Italia e conferma la direzione che stiamo prendendo: un’IA a servizio delle persone, in grado di ridurre le disuguaglianze, promuovere uno sviluppo sostenibile e rafforzare la cooperazione internazionale. Per l’Italia ciò si traduce in un ruolo strategico nella governance globale dell’intelligenza, aprendo nuove opportunità per le nostre università, i giovani ricercatori e i centri di innovazione. È un investimento nel futuro del Paese e nella nostra abilità di guidare il cambiamento tecnologico”, conclude il Ministro Bernini.
“Con la sottoscrizione di oggi degli accordi tra l’Università delle Nazioni Unite e il Governo italiano – osserva il presidente de Pascale – si concretizza una realtà di grande rilevanza scientifica e istituzionale presso il Tecnopolo DAMA di Bologna. Questo è uno dei progetti più significativi in atto nella nostra regione, destinato a valorizzare ulteriormente uno dei maggiori patrimoni dell’Emilia-Romagna, quello universitario. Non è un caso che l’Università delle Nazioni Unite abbia scelto Bologna – aggiunge – qui, l’intelligenza artificiale è parte non solo di studi o sperimentazioni ma è integrata in una strategia europea, facendo dell’Emilia-Romagna un punto di riferimento per l’innovazione, rispondendo a esigenze concrete di persone ed aziende. L’arrivo di UNU-AI è una sfida entusiasmante che vogliamo affrontare insieme alla comunità scientifica e accademica, a livello nazionale e internazionale. È una sfida simbolica in un periodo di instabilità e frammentazione: rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite significa affrontare collettivamente le grandi sfide del nostro tempo, a partire da quelle ambientali e sociali. La Regione Emilia-Romagna sarà non solo un luogo accogliente, ma un organizzatore efficace e un partner strategico per qualsiasi sfida globale”.
Il DAMA, polo dell’Emilia-Romagna nato dal recupero dell’ex Manifattura Tabacchi progettata da Luigi Nervi, sta emergendo come uno dei principali distretti europei per scienza e tecnologie avanzate. Questa infrastruttura strategica è stata realizzata grazie a finanziamenti congiunti dell’Unione Europea, del Governo italiano e della Regione Emilia-Romagna, e già ospita il supercomputer Leonardo, il Data Centre del Centro Meteo Europeo e Cineca, con la prospettiva di accogliere in futuro i principali enti di ricerca nazionali. Al centro delle attività dell’UNU-AI ci sarà l’applicazione di intelligenza artificiale, big data e supercalcolo per studiare il cambiamento climatico e le trasformazioni sociali nei Paesi in via di sviluppo. Questi processi influenzano economia, salute, ambiente e migrazioni, e l’Istituto lavorerà per anticiparne gli impatti sociali e fornire strumenti per decisioni pubbliche consapevoli.
L’UNU-AI connetterà anche le competenze italiane con quelle del sistema ONU e della comunità scientifica globale, contribuendo alla realizzazione di analisi indipendenti e al supporto delle politiche globali per uno sviluppo sostenibile, in linea con l’Agenda 2030.
– foto ufficio stampa Mur –
