Coalizione Tess, appello a Palazzo Chigi con oltre 500 firme

Coalizione Tess, appello a Palazzo Chigi con oltre 500 firme

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Uno degli aspetti principali dell’appello riguarda l’utilizzo degli strumenti di pubblica utilità e delle procedure espropriative, considerati dai…

Oltre 500 firme, comprese più di 100 sindaci, rappresentanti istituzionali, associazioni, comitati e figure di spicco della società civile, hanno sottoscritto una lettera aperta destinata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’iniziativa, supportata dalla coalizione interregionale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione, invita il Governo a guidare con maggiore severità la transizione energetica, con l’intento dichiarato di evitare il consumo di suolo e impatti irreversibili sul paesaggio agricolo e rurale italiano.

Il testo richiama le recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pronunciate durante l’assemblea di Confagricoltura, in cui è stato evidenziato il ruolo degli agricoltori come custodi dell’ambiente e del paesaggio, oltre alla loro responsabilità di trasmettere un territorio integro alle future generazioni. Un principio che i firmatari affermano di condividere, sottolineando come l’agricoltura rappresenti non solo produzione alimentare, ma anche un patrimonio culturale e identitario.

Pur riconoscendo l’importanza di rafforzare la sicurezza energetica e accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili, la lettera esprime preoccupazioni riguardo a quella che viene definita una diffusione “non regolamentata” di impianti eolici e fotovoltaici su vasta scala. Secondo i firmatari, la mancanza di una pianificazione nazionale efficace favorirebbe progetti che interessano aree rurali, collinari e montane di grande pregio paesaggistico, spesso attraverso attori privati e fondi di investimento internazionali.

Uno degli aspetti chiave dell’appello riguarda l’uso degli strumenti di pubblica utilità e delle procedure espropriative, considerati dai firmatari non compatibili con una vera protezione del territorio se applicati a impianti industriali privati. Vengono sollevate criticità anche riguardo alla normativa sulle “aree idonee”, giudicata insufficiente nel dirigere realmente gli investimenti verso superfici già compromesse o artificializzate.

Sul fronte economico, la lettera richiama inoltre l’ammontare degli incentivi destinati alle energie rinnovabili negli ultimi quindici anni, stimati in circa 170 miliardi di euro, in gran parte coperti tramite oneri di sistema nelle bollette energetiche. Risorse che, secondo i firmatari, dovrebbero essere orientate maggiormente verso l’autoconsumo, le comunità energetiche, l’efficienza e le installazioni su edifici e aree già urbanizzate, piuttosto che sul consumo di nuovo suolo agricolo.

L’allerta si estende anche agli effetti indiretti sul sistema produttivo nazionale: turismo e agroalimentare. I promotori sostengono che l’Italia rischierebbe di compromettere due pilastri economici legati alla qualità del paesaggio e alla specificità dei territori, elementi ritenuti essenziali per il valore del Made in Italy.

Nel documento si richiede quindi un intervento politico diretto da parte della Presidenza del Consiglio per definire una strategia nazionale chiara, vincolante e coerente, capace di armonizzare la transizione energetica con la tutela del paesaggio. L’obiettivo dichiarato è evitare che la trasformazione energetica si traduca in un cambiamento irreversibile del volto rurale e culturale del Paese.

«La bellezza dell’Italia – si sottolinea nella lettera – una volta compromessa non potrà essere restituita alle generazioni future», un passaggio che sintetizza la posizione dei firmatari: una transizione energetica sì, ma sotto la guida di un’azione pubblica forte e orientata alla salvaguardia del territorio.

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