“Il bullismo è un argomento spesso sottovalutato. Il bullo a scuola è una figura sempre presente: un tempo era quello che rovinava lo zaino, bucava le ruote del motorino, o si prendeva gioco di chi portava gli occhiali. Oggi, però, ci troviamo di fronte a forme di violenza reali, con ragazzi che portano coltelli a scuola, si affrontano e si spergonano per un ‘like’ sui social, e aggrediscono il personale scolastico. È fondamentale lavorare per ricostruire il patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia; non si può delegare la responsabilità a un solo soggetto. Lo sport offre un’opportunità straordinaria, insegnando le regole e il rispetto, non considerano l’avversario come un nemico da distruggere, ma come qualcuno da affrontare. Insegna anche a perdere. L’atteggiamento con cui affrontiamo le sfide fa la differenza. Lo sport è un prezioso strumento educativo e, per le persone con disabilità, rappresenta una grandissima opportunità.” Così si è espressa la senatrice e atleta paralimpica Giusy Versace durante la Maratona Bullismo, che si tiene presso il Palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos a Roma, dove è stato presentato il primo rapporto dell’Osservatorio nazionale bullismo e disagio giovanile.
“Esistono leggi, ma non si può risolvere tutto tramite la legge” ha proseguito Versace, membro della 7° Commissione Istruzione pubblica e beni culturali del Senato. “È una questione di come si affronta la società e la vita, di come ci si approccia al rispetto e alla legalità. Il disagio profondo è aumentato dopo il Covid: i social media hanno intensificato la necessità di socializzare, dove l’assenza equivale a non esistere. Questo tema è sentito in Parlamento, abbiamo avviato indagini conoscitive con le forze dell’ordine riguardo ai dati sul disagio giovanile. Il lavoro dell’osservatorio è estremamente prezioso: spesso i ragazzi temono di parlare e tendono a giustificare i comportamenti del bullo, che acquisisce potere quando un gruppo lo legittima. Senza l’appoggio del gruppo, non potrà mai diventare un bullo.”
