In ambito europeo, è cruciale prevedere un budget adeguato per affrontare le sfide, così come far tornare l’agricoltura a rivestire un ruolo strategico. “La situazione bellica nello stretto di Hormuz, oltre a provocare ingenti danni ai costi energetici e ai fertilizzanti, potrebbe generare un’impennata dell’inflazione alimentare a causa della scarsità produttiva. I prossimi due anni saranno determinanti per definire il contesto finanziario e le risorse a disposizione della politica agricola comune.”
Riguardo agli accordi internazionali, il presidente di Confagricoltura sottolinea l’importanza di garantire la reciprocità. In relazione al MERCOSUR, “avevamo già segnalato la necessità di intensificare i controlli e la protezione delle produzioni e degli standard che adottiamo all’interno dell’Unione europea. Non a caso, sono stati rinvenuti nel porto di Atene prodotti a base di carne brasiliana contenenti antibiotici vietati, il che ha portato al divieto dell’export di carne verso il territorio europeo da parte dei Paesi sudamericani.”
Giansanti termina con l’accentuare le principali preoccupazioni per le aziende del settore: energia e clima. “Non solo abbiamo visto un aumento dei costi energetici del 100%, ma il cambiamento climatico rappresenta una seria preoccupazione. Le ondate di caldo incessanti hanno avuto impatti negativi sulle produzioni agricole, con incrementi nei costi e riduzioni dei ricavi.”
