Tenendo conto dell’influenza sui settori ricettivo, della ristorazione, del commercio, dell’artigianato, della cultura e dei servizi, l’impatto economico totale potrebbe superare i 15 miliardi. Le prime partenze sono previste tra il 31 luglio e il 1° agosto, ma il grande esodo avrà inizio lunedì 3 agosto e proseguirà fino al 23 agosto, quando cominceranno i primi ritorni significativi. Ferragosto emerge come il fulcro dell’estate italiana, in grado di generare il massimo movimento annuale di persone, consumi e esperienze turistiche.
Le località balneari rimangono le più gettonate, seguite da città d’arte, borghi storici, montagna, laghi e terme. Tuttavia, aumenta la richiesta di vacanze esperienziali, turismo attivo e soggiorni all’aperto, con una particolare attenzione verso sentieri, cicloturismo, escursioni, parchi naturali, concerti, festival, sagre e eventi nei luoghi archeologici.
Un aspetto sempre più determinante nella scelta della meta è l’attrattiva delle eccellenze enogastronomiche, dell’artigianato artistico e del patrimonio culturale locale. Questi fattori trasformano il viaggio in un’esperienza che riflette l’identità dei luoghi e rafforzano il legame tra turismo e Made in Italy.
“Ferragosto continua a rappresentare il cuore dell’estate italiana e un potente moltiplicatore di opportunità per territori e imprese. La forza dell’Italia risiede nella sua capacità di offrire non solo mete, ma esperienze autentiche, basate sulla bellezza, sulla qualità e sulle identità locali”, afferma il presidente di CNA Turismo e Commercio, Marco Misischia.
“Il turismo e il Made in Italy costituiscono una combinazione strategica che rende unica l’offerta italiana e crea valore per imprese, territori e comunità. È fondamentale rafforzare i legami tra accoglienza, ristorazione, commercio, artigianato e cultura, affinché la crescita dei flussi si traduca in benefici condivisi e duraturi,” aggiunge Cristiano Tomei, responsabile di CNA Turismo e Commercio.
Le previsioni per Ferragosto si inseriscono in un quadro di un’estate 2026 che, secondo le stime di CNA Turismo e Commercio, potrebbe superare i 224 milioni di presenze nel trimestre luglio-settembre e generare una spesa diretta vicina ai 27 miliardi di euro. Questi dati sottolineano il turismo come una delle filiere fondamentali dell’economia nazionale e un motore primario di sviluppo per le imprese, i territori e l’intero sistema del Made in Italy.
