Dalla storica Forcella a Napoli fino all’imminente apertura a Sydney nel 2025, ‘L’Antica Pizzeria da Michele’ continua la sua espansione globale. Fondata oltre 150 anni fa da Michele Condurro a Napoli, ad oggi è la dodicesima apertura mondiale. Alessandro Condurro, rappresentante della quinta generazione e amministratore delegato di ‘L’Antica Pizzeria da Michele in the World’, spiega ad Adnkronos/Labitalia come l’azienda si impegni a divulgare la tradizione culinaria napoletana, portando la vera cultura della pizza e una qualità di eccellenza in tutto il mondo.
“Il 2025 è stato unico, ricco di successi. Abbiamo aperto oltre 12 nuovi locali, raggiungendo un totale di 80. Abbiamo ricevuto riconoscimenti prestigiosi e visto crescere i nostri fatturati, integrando nuove aziende nella nostra rete logistica, contribuendo così all’economia di numerose attività” spiega Condurro.
Anche l’occupazione ha visto un incremento. “La ‘Michele in the World’, solo come società di servizi, conta una ventina di dipendenti. In Campania, il gruppo supera i 180, mentre complessivamente nella rete mondiale superiamo i mille” sottolinea.
Quali sono, dunque, i segreti di questo celebre marchio del food made in Italy? “In primis, la trasmissione del know-how. I nostri maestri pizzaioli visitano regolarmente le pizzerie partner nel mondo per formare il personale e trasmettere le tecniche di preparazione. La nostra tradizione e competenza sono mantenute vive in ogni pizzeria” precisa Condurro.
Tuttavia, la qualità degli ingredienti è fondamentale. “Il secondo aspetto cruciale è l’utilizzo di materie prime di eccellenza. La pizza di Michele è caratterizzata da ingredienti specifici, come il fior di latte di Agerola, utilizzato in tutte le nostre pizzerie mondiali, da Dubai a Tokyo fino a Sydney” afferma orgoglioso Condurro.
Nemmeno i dazi negli Stati Uniti spaventano Condurro. “Abbiamo già vissuto aumenti di prezzo in seguito alla Brexit nel Regno Unito. È un impatto iniziale significativo, ma nel lungo termine l’equilibrio si ristabilisce. Ci teniamo a mantenere i nostri ingredienti campani, anche a costo di un aumento dei prezzi. Gli Stati Uniti sono un mercato disposto a investire in prodotti di qualità” afferma.
La crescita non si fermerà nel 2026. “Partiamo a pieno ritmo già a gennaio con l’apertura a Perugia, seguita da Breslavia in Polonia e San Paolo in Brasile. Prevediamo circa quindici aperture in tutto il 2026 e stiamo investendo anche nella filiera produttiva, come stabilire fabbriche di pomodori o caseifici. Sebbene siamo ormai una multinazionale, ci teniamo a mantenere vivo lo spirito di famiglia che ha sempre caratterizzato il nostro gruppo, dove tutti si sostengono.” conclude Condurro.
