Grande successo per il “giovane” Barbiere di Siviglia, andato in scena il 20 e 22 agosto presso la Limonaia di Panzano. Questo evento rappresenta il culmine dell’Opera Studio organizzato da Spazio Lirica, che ha visto un intenso lavoro musicale e scenico di tre settimane con un gruppo di giovani cantanti internazionali, chiamati a confrontarsi con uno dei titoli più iconici del repertorio rossiniano.
“L’idea era quella di non presentare giovani interpreti attraverso una successione di arie, ma di affidare loro un’opera intera, con tutte le responsabilità vocali, musicali e teatrali che ne derivano. Il risultato finale è convincente, in particolare per la freschezza complessiva e per l’impegno degli interpreti nel fare teatro”, afferma la regista An Roos.
Il Conte d’Almaviva, interpretato da Sebastian Tosa, si presenta con disinvoltura scenica e affronta con gusto i vari travestimenti – Lindoro, il soldato, Don Alonso – senza perdere l’essenza del personaggio. Ne emerge un Almaviva giovane, innamorato e pronto a immergersi completamente nel gioco per conquistare Rosina.
Katerina Alexiou è una Rosina di forte carattere. La sua interpretazione unisce musicalità e presenza scenica, costruendo un personaggio attivo e coinvolto nell’azione, anziché relegarla a una semplice fanciulla in attesa di essere liberata.
Il Figaro di Dmytro Voronov sprigiona l’energia necessaria per essere il vero fulcro della commedia: un Figaro onnipresente che osserva, inventa e gestisce gli eventi con la naturalezza di chi sembra conoscere già la conclusione della storia.
Il Don Bartolo di Marco Solinas evita di trasformare il vecchio tutore in una macchietta, donandogli una comicità e una consistenza umana riconoscibile. Mario Mestroni conferisce a Don Basilio l’autorità vocale e un’ironia ben calibrata, mentre Yuki Senju, nel suo ruolo di Berta, riesce a trovare una precisa dimensione teatrale.
Completa il cast Zhimin Ouyang, che si esibisce nei doppi ruoli di Fiorello e dell’Ufficiale, accompagnato dal pianoforte di Emma Ying Yun Lin.
A dirigere questa complessa macchina rossiniana c’è Nima Keshavarzi, sul podio dell’Orchestra Filarmonica di Firenze.
“Dirigere un’Opera Studio non significa solo imprimere una propria interpretazione, ma anche condividere il respiro con i cantanti, sostenerli e aiutarli a costruire la loro sicurezza”, commenta la regista, che rinuncia a una Siviglia da cartolina, optando per un linguaggio visivo essenziale, colorato e moderno, arricchito da elementi grafici e riferimenti alla street art.
“L’Opera Studio di Spazio Lirica non termina con un semplice saggio, ma culmina in una produzione in cui i giovani interpreti devono ricoprire ruoli completi, interagire con un’orchestra, una regia e, soprattutto, un pubblico. La calorosa risposta degli spettatori alla Limonaia ha confermato il successo della sfida”.
L’obiettivo è rendere Panzano e il Chianti non solo una meta nota per le loro straordinarie bellezze paesaggistiche e gastronomiche, ma anche un luogo di incontro per musica, teatro e giovani artisti.
La produzione è stata realizzata da Spazio Lirica con il patrocinio del Comune di Greve in Chianti e con StudiumFiesolanum in qualità di main partner.
Fonte: Ufficio Stampa
