Polo 0-6 di Montespertoli, Abati risponde al sindaco: "Il Comune ha delle responsabilità"

Polo 0-6 di Montespertoli, Abati risponde al sindaco: “Il Comune ha delle responsabilità”

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Simone Abati, consigliere comunale del gruppo Montespertoli di Tutti, risponde alle affermazioni del sindaco sulla situazione del cantiere del Polo 0-6 di Montespertoli e sulla necessità di completare il progetto in vista della scadenza del PNRR.

Abati contesta in modo particolare una narrazione in cui il Comune sembra un ente sostanzialmente impotente di fronte alle difficoltà dell’impresa.

“Ascoltando le parole del Sindaco, sembra quasi che il Comune sia stato vittima impotente di un appalto “realizzato direttamente dal Governo”, costretto, negli ultimi mesi, a sostituirsi all’impresa per salvaguardare il PNRR”, afferma Abati.

Il consigliere mette in evidenza la distinzione tra il ruolo del Governo e quello dell’amministrazione comunale: “È fondamentale chiarire che il Governo non è il soggetto responsabile della gestione del cantiere. Il soggetto attuatore e la stazione appaltante è il Comune”.

Secondo Abati, anche l’inserimento dell’intervento nel sistema nazionale del PNRR non cambia questo quadro: “Anche se la procedura di affidamento è integrata nel sistema nazionale del PNRR e può essere stata gestita tramite strumenti centralizzati, questo non trasferisce al Governo la responsabilità per l’esecuzione quotidiana dell’opera”.

“La gestione del contratto è di competenza del Comune”

Nella sua nota, Abati richiama i vari soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera. “La gestione del contratto, il controllo dei lavori, il rapporto con l’impresa, la Direzione dei lavori e il RUP ricadono sulla stazione appaltante, ossia sul Comune”.

Il consigliere elenca quindi le responsabilità attribuite ai vari soggetti: “L’impresa, in quanto appaltatore, ha l’obbligo di realizzare i lavori secondo il contratto e nei tempi stabiliti”. Il direttore dei lavori, invece, “verifica l’esecuzione dell’opera, accerta eventuali inadempienze e certifica tecnicamente l’ultimazione dei lavori”, mentre “il RUP gestisce il procedimento e svolge le funzioni previste dal Codice dei contratti”.

Per quanto riguarda il Comune, Abati sottolinea che “in quanto stazione appaltante, deve gestire il contratto e intervenire, nei casi previsti dalla legge, in caso di inadempimenti dell’appaltatore”.

Il riferimento è all’articolo 122 del D.Lgs. 36/2023, che disciplina i casi di grave inadempimento e ritardo dell’esecutore. Da qui la contestazione alla narrazione dei fatti: “È corretto affermare che l’impresa ha le proprie responsabilità, ma non è giusto descrivere la situazione come se il Comune fosse stato costretto a restare, impotente, fino all’ultimo mese”.

Le tre varianti del cantiere

Abati focalizza anche l’attenzione sulle tre varianti intervenute durante l’esecuzione del Polo 0-6. “Questo non implica sostenere che siano illegittime o che siano automaticamente la causa dei ritardi”, precisa il consigliere.

La richiesta è quindi quella di chiarire “quali modifiche siano state introdotte e per quale motivo” e “quando e quali eventuali impatti abbiano avuto sul cronoprogramma”.

“Non si può semplicemente raccontare la storia partendo dalle difficoltà incontrate dall’impresa negli ultimi mesi”, sostiene Abati, evidenziando la necessità di ricostruire l’intera gestione dell’appalto.

I 60 giorni per le lavorazioni residue

Un altro aspetto della nota riguarda il significato dell’ultimazione dei lavori. Abati richiama il D.Lgs. 36/2023 e l’Allegato II.14, evidenziando che il direttore dei lavori deve effettuare l’accertamento e redigere il certificato di ultimazione.

“Dopo l’ultimazione, possono rimanere solo lavorazioni di piccola entità, che siano del tutto marginali e non incidano sull’uso e sulla funzionalità dell’opera”, scrive.

Il termine massimo di 60 giorni non va dunque interpretato come una proroga generale della scadenza PNRR: “Quei 60 giorni esistono, ma non rappresentano una proroga generale del termine PNRR”.

Inoltre, “Non significa, quindi, che il 31 agosto 2026 si aprano automaticamente altri 60 giorni per proseguire con la realizzazione delle opere essenziali del Polo”.

Secondo Abati, prima deve avvenire l’accertamento formale del direttore dei lavori: “Deve prima esserci l’accertamento dell’ultimazione da parte del Direttore dei lavori e se rimangono delle lavorazioni, è necessario sapere esattamente di cosa si tratta”.

La distinzione, aggiunge, è importante: “Un piccolo ritocco o una finitura secondaria è una cosa, ma un impianto essenziale non funzionante, una parte necessaria della copertura, opere indispensabili per la sicurezza, l’agibilità o la concreta utilizzabilità della struttura, sono tutt’altra cosa”.

“Il 31 agosto 2026 non è una dichiarazione politica”

Nella parte conclusiva della nota, il consigliere affronta direttamente la scadenza del 31 agosto 2026. “Il termine PNRR non deve essere confuso con la procedura di ultimazione prevista dal Codice dei contratti”, afferma.

“Il 31 agosto 2026 non è una semplice dichiarazione politica del Sindaco. È una scadenza entro la quale deve essere dimostrato il raggiungimento del risultato previsto dalla misura PNRR, secondo le procedure di monitoraggio, rendicontazione e verifica”, scrive Abati.

Per il consigliere, entro quella data, la documentazione dovrà consentire di verificare “cosa è stato effettivamente realizzato”, “cosa eventualmente manca”, “perché ciò che manca può essere considerato marginale”, oltre a dimostrare “che l’opera è utilizzabile e funzionale alla destinazione prevista”, l’effettiva data di ultimazione e l’eventuale ritardo rispetto al cronoprogramma.

Abati riconosce il lavoro svolto nelle ultime settimane: “Il personale comunale e le imprese, che stanno lavorando per completare l’opera, meritano certamente un ringraziamento”. Ma, aggiunge, “questo non deve trasformarsi in una narrazione che cancella tutto ciò che è accaduto precedentemente”.

La richiesta è quindi di chiarire l’intera vicenda: “Bisogna ricostruire chi doveva fare cosa; quando doveva farlo; quali problemi sono sorti; quali varianti sono state necessarie; quando si è intervenuti e quali strumenti sono stati utilizzati”.

La nota ricorda infine che “la scuola, in origine, doveva essere pronta entro gennaio 2025”. Da qui la conclusione politica di Abati: “Non è utile scaricare tutte le responsabilità sull’impresa. E non è neppure corretto negare le responsabilità dell’impresa. È importante semplicemente ricostruire i fatti secondo la legge e secondo gli atti”.

Infine: “Perché il 31 agosto 2026 può segnare la fine di una scadenza PNRR, ma non può segnare la fine delle responsabilità”.

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