Cina-Italia: Angelo D'Aria Esplora "Le Arti Marziali e il Loro Legame con la Cultura Nazionale" - Agenzia di Stampa Italpress

Cina-Italia: Angelo D’Aria Esplora “Le Arti Marziali e il Loro Legame con la Cultura Nazionale” – Agenzia di Stampa Italpress

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QINGDAO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – “Per me, la richiesta del maestro Chen Leping di apprendere la lettura, la scrittura e la conversazione in cinese è stata senza dubbio giusta, poiché è l’unico metodo per afferrare completamente le metafore e i misteri presenti nelle arti marziali cinesi”. Così Angelo D’Aria, presidente dell’Associazione italiana di pugilato della mantide religiosa delle sette stelle, riassume la lezione principale impartitagli dal maestro cinese.

Secondo lui, le arti marziali cinesi sono intimamente collegate alla cultura nazionale, e solo chi è in grado di leggere e scrivere i caratteri cinesi può comprendere appieno questa antica saggezza.

D’Aria è maestro di ottavo grado nello stile di pugilato della mantide religiosa delle sette stelle (Qixing Tanglangquan) ed è stato tra le prime figure di riferimento in Italia a introdurre ufficialmente le arti marziali tradizionali cinesi. Ha iniziato a praticare il pugilato della mantide religiosa nel 1993, studiando sotto la guida di diversi maestri. In seguito, si è recato a Qingdao, una città costiera della Cina orientale, per studiare con Chen, erede di nona generazione dello stile Qixing Tanglangquan di Qingdao e riconosciuto rappresentante municipale di questa disciplina.

In un’intervista con i giornalisti di Xinhua a Qingdao, Chen ha spiegato che le arti marziali cinesi fanno parte della cultura tradizionale del Paese, e la loro essenza è altrettanto vasta e profonda. Imparare la lingua cinese rappresenta una chiave per afferrare la cultura tradizionale cinese e, per capire veramente le arti marziali cinesi, è necessario prima apprendere anche la lingua.

“Nelle arti marziali cinesi ci sono spesso termini colloquiali utilizzati per descrivere movimenti e tecniche: frasi brevi, non solo concise e vivide, ma anche ricche di connotazioni culturali e storiche. Se un straniero si limita ad apprendere i movimenti e le tecniche senza comprenderne il significato, la sua pratica diventerà molto rigida”, ha spiegato Chen.

Dopo il primo incontro con Chen, D’Aria è tornato in Italia, ha acquistato numerosi volumi e ha iniziato a studiare cinese da autodidatta.

Ricorda che l’addestramento con Chen è stato “duro, difficile e doloroso”. Molte tecniche erano complesse da padroneggiare e richiedevano molto tempo e pratica, causando grande stanchezza e dolori in tutto il corpo, inclusi gli allenamenti del “Pai Da Gong”, esercizi basati su colpi al corpo. “Non amo il dolore, ma con il maestro Chen ho imparato a tollerare le difficoltà e resistere alla sofferenza. Alla fine, ne è davvero valsa la pena”. Oggi è fiero del suo percorso nelle arti marziali.

Grazie alla sua determinazione e passione, D’Aria continua ad allenarsi, studiare e analizzare il pugilato della mantide religiosa ogni giorno. È convinto che questa tecnica rappresenti tutta l’essenza delle arti marziali cinesi e della cultura tradizionale cinese.

D’Aria è diventato il rappresentante ufficiale in Italia dell’Associazione di pugilato della mantide religiosa dello Shandong, con il compito di rappresentare e diffondere questo stile nel Paese. Finora ha formato oltre un migliaio di persone. Ha aperto 13 scuole di arti marziali in Italia, frequentate da più di 400 allievi, mentre circa trenta dei suoi studenti più rappresentativi insegnano in Canada, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Regno Unito e in varie zone d’Italia.
-Foto Xinhua-

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