Londa (FI) – Il Comune rifiuta il progetto eolico

Londa (FI) – Il Comune rifiuta il progetto eolico

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Il 17 febbraio 2026, il Comune di Londa ha approvato, con il solo voto della maggioranza, una mozione politica riguardante il progetto eolico “Londa” e la creazione delle aree contigue per i Parchi Nazionali. L’Amministrazione ha espresso un parere negativo sull’impianto eolico, confermando le posizioni già assunte in sede di CDA del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, nonché della Comunità del Parco.

«La nostra decisione è dettata dall’impossibilità oggettiva di determinare il futuro del nostro territorio – afferma l’Amministrazione –. La legge nazionale affida alla Regione ogni decisione in merito e non è accettabile che un progetto di tale rilevanza venga imposto dall’alto. Non siamo contrari alla transizione energetica, ma vorremmo poter decidere come, dove e con quali benefici per il nostro Comune. Solo se tali competenze fossero comunali, sarebbe anche possibile indire un referendum consultivo per coinvolgere i cittadini».

In parallelo, il Comune ha proposto una revisione della disciplina delle Aree Contigue dei Parchi Nazionali, con l’obiettivo di rispettare gli impegni della Strategia Europea per la Biodiversità, che prevede la protezione di almeno il 30% dei territori terrestri e marini entro il 2030. Attualmente, in Italia, la percentuale di aree protette si attesta poco sopra il 10%. L’introduzione e il riconoscimento delle Aree Contigue consentirebbero ai Comuni dei Parchi di ampliare le aree protette senza creare problematiche sociali o di fruizione del territorio.

«La proposta del Comune di Londa ha un duplice obiettivo – evidenziano i rappresentanti dell’Amministrazione –: preservare i crinali dell’Appennino da impianti industriali invasivi e contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei sulla biodiversità. I Comuni dei Parchi Nazionali, grazie alla tutela e gestione del territorio, giocano già un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici. Chiediamo dunque il riconoscimento di compensazioni, attraverso regimi agevolativi circoscritti e monitorabili, che non rappresentano privilegi ma un riequilibrio per le comunità che garantiscono il presidio ambientale e la manutenzione continua».

Le misure proposte sono finalizzate a favorire la permanenza delle popolazioni residenti, il supporto alle attività economiche locali, la manutenzione ordinaria del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico e l’adattamento ai cambiamenti climatici, riducendo al contempo i costi pubblici legati ad interventi emergenziali.

In conclusione, Londa ribadisce il suo impegno per la tutela ambientale e la gestione sostenibile del territorio, chiedendo al contempo una maggiore autonomia decisionale sulle iniziative che hanno un impatto profondo sulle comunità locali.

Fonte notizia

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