Diego Petrucci FdI © NN
“È francamente surreale sentire il Partito Democratico parlare di ritardi nel riconoscimento dello stato d’emergenza nei territori colpiti dall’alluvione.” A dichiararlo è la senatrice Simona Petrucci, membro della commissione Ambiente di Fratelli d’Italia, che in una nota critica aspramente il PD e la gestione della Regione Toscana riguardo le conseguenze dell’alluvione del 2023.
“Parliamo di membri della stessa compagine politica che, a due anni dall’alluvione del 2023, non sono ancora riusciti a erogare ristori alle famiglie e alle imprese toscane, nonostante le risorse siano disponibili dal luglio 2024,” enfatizza Petrucci. “Accusare il governo di lentezza è un atto di ipocrisia istituzionale e una propaganda elettorale strumentale, soprattutto considerando che i sopralluoghi necessari al riconoscimento dello stato di emergenza devono essere effettuati dal Dipartimento della Protezione Civile e dai tecnici della Regione Toscana.”
Secondo la senatrice, “le tempistiche sono quelle stabilite dalla legge e non quelle delle polemiche politiche prive di sostanza che dobbiamo leggere. Il governo sta lavorando con serietà, senza cercare visibilità, per fornire risposte concrete a chi è stato colpito. Chi ha responsabilità amministrative in quei territori, prima di attaccare, dovrebbe chiedersi perché quelle risposte non siano ancora arrivate a chi ne ha diritto.”
Petrucci critica anche quella che definisce “l’assoluta incapacità” della Regione Toscana nella gestione della prevenzione del rischio idrogeologico. “In questi anni, la Regione ha dimostrato un’incapacità totale nel convertire i fondi disponibili in interventi concreti, lasciando il territorio esposto a rischi sempre più gravi. I dati sono chiari: milioni di euro stanziati sono ancora inutilizzati, progetti strategici annunciati con grande enfasi ma mai realizzati, mentre le comunità locali vivono nell’incertezza e nella paura.”
Come esempio, la senatrice cita il caso delle casse di espansione sull’Arno: “Opere fondamentali per la sicurezza idraulica di Firenze e dell’area metropolitana, dovevano essere completate anni fa, eppure non sono ancora una realtà. Di conseguenza, i costi sono aumentati drasticamente, passando dai 74 milioni di euro previsti nel 2015 a quasi 200 milioni oggi. Un’impennata dovuta a ritardi, inefficienze e a una gestione che definire superficiale è un eufemismo.”
“Quello che ci troviamo oggi” – conclude Petrucci – “non sono opere di messa in sicurezza, ma solo una miriade di album fotografici di passerelle elettorali del presidente Giani e della sua giunta. Basta spot, basta propaganda: è tempo di serietà, concretezza e rispetto nei confronti dei cittadini.”
