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Inclusione lavorativa: l’Università di Firenze apre la strada all’applicazione della UNI/PdR 159:2024

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L’Università di Firenze compie un passo significativo nelle politiche di inclusione universitaria.

Durante la riunione del Consiglio di amministrazione dello scorso 29 luglio, è stato approvato il primo Programma strategico per l’inclusione elaborato da un ateneo italiano, basato sulla UNI/PdR 159:2024, la prassi di riferimento nazionale per il lavoro inclusivo delle persone con disabilità.

Non si tratta di una mera applicazione della normativa, ma dell’ideazione di un modello innovativo che traduce uno standard concepito per le organizzazioni lavorative nel contesto complesso dell’università, dove ricerca, didattica, amministrazione e servizi interagiscono in un unico ecosistema.

Per la prima volta, la UNI/PdR 159:2024 viene reinterpretata e adattata alle peculiarità di un Ateneo, diventando uno strumento di governance in grado di integrare accessibilità, benessere organizzativo, inclusione e qualità dei processi all’interno di una strategia unitaria.

Il Programma è il frutto del lavoro di progettazione di un team coordinato dalla delegata della rettrice all’Inclusione e diversità, Maria Paola Monaco, che ha guidato l’adattamento della prassi nazionale alla realtà universitaria, valorizzando le esperienze già maturate dall’Università di Firenze e creando un modello replicabile anche da altri atenei.

Prima della definizione del Programma è stata condotta una dettagliata attività di autovalutazione, attraverso l’adattamento della checklist UNI/PdR 159:2024 al sistema universitario. L’analisi ha rivelato come Unifi già disponga di un ecosistema complesso di servizi, organi e politiche dedicate all’inclusione, identificando le azioni necessarie per un ulteriore miglioramento.

L’Ateneo ha già avviato piani per garantire accessibilità fisica e digitale, servizi di supporto, formazione e iniziative per il benessere organizzativo. A tali azioni si aggiunge una rete stabile con servizi sanitari, territoriali e del terzo settore.

“L’inclusione rappresenta una delle linee strategiche del nostro Ateneo e questo Programma non è un intervento isolato”, afferma la rettrice Alessandra Petrucci. “Abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che renda l’inclusione un elemento strutturale dell’organizzazione universitaria, rafforzando il nostro impegno per una comunità sempre più accessibile, coinvolgente e sensibile alle esigenze delle persone”.

La delegata Maria Paola Monaco aggiunge: “Non ci siamo limitati a implementare una prassi tecnica. L’abbiamo analizzata, reinterpretata e sviluppata per adattarla al sistema universitario. È stato un lavoro progettuale che ha richiesto l’integrazione di ricerca, didattica, organizzazione, servizi e benessere organizzativo in un modello strategico coeso. Crediamo che questa esperienza possa diventare un punto di riferimento nazionale per le università che intendono affrontare il tema dell’inclusione con strumenti concreti, misurabili e strutturali”.

Fonte: Università di Firenze

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