È scomparso a 84 anni Rodolfo Fiesoli, fondatore della Comunità Il Forteto.

Forteto nuovamente menzionato come eccellenza sul sito dell’Unione dei Comuni del Mugello

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Negli ultimi giorni è emersa una polemica riguardante una ‘gaffe’ sul sito dell’Unione dei Comuni del Mugello, dove la cooperativa Forteto veniva ancora menzionata tra le eccellenze locali nella produzione del pecorino toscano, nonostante sia coinvolta in gravi problematiche giudiziarie e non abbia cambiato nome da oltre due anni.

La segnalazione ha provocato reazioni politiche immediate. Il deputato e presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sul Forteto, Francesco Michelotti (FdI), ha definito la situazione “deplorevole per un territorio già segnato da abusi accertati nelle sentenze riguardanti la comunità del Forteto, anche in ambito lavorativo e produttivo“.

Michelotti ha evidenziato che la presenza della cooperativa sul portale istituzionale è “inaccettabile“, specialmente dopo la messa in liquidazione giudiziale della struttura, attualmente gestita da un liquidatore nominato dal tribunale di Firenze, e i precedenti cambi di nome. “La Commissione d’inchiesta parlamentare richiede l’immediata rimozione del nome ‘Il Forteto’ dal sito“, ha aggiunto, annunciando anche audizioni a Roma con i responsabili dell’Unione dei Comuni del Mugello per accertare responsabilità politiche e istituzionali.

Anche il consigliere regionale di FdI, Matteo Zoppini, ha espresso il suo parere: “Se a due anni dal cambio del nome e a uno dalla messa in liquidazione il Forteto è ancora visibile su un sito istituzionale, significa che c’è un problema serio. È sciatto o un riflesso inconscio? In entrambi i casi è ingiustificabile. Dopo le sentenze, l’ente avrebbe dovuto rimuovere una cooperativa la cui storia rappresenta una macchia per il territorio, non un vanto”.

In merito al tema, anche Fratelli d’Italia Borgo San Lorenzo – Scarperia e San Piero a Sieve hanno denunciato la vicenda come “grave e inaccettabile, un’offesa alla memoria delle vittime e una dimostrazione dell’incapacità politica e morale di chi amministra l’area da decenni“. Il circolo locale ha aggiunto: “È intollerabile che una struttura al centro di uno dei più gravi scandali giudiziari italiani, con condanne definitive per abusi su minori, venga presentata come un punto di forza del Mugello. È una ferita riaperta per le vittime e le loro famiglie”.

FdI ricorda anche che la sinistra, che ha governato la zona per decenni, ha difeso e celebrato il Forteto anche quando erano già note denunce e prime sentenze, promuovendo visite istituzionali, pubblicazioni e attestati di riconoscimento. “La stessa sinistra che oggi tace e cerca di cancellare il passato è quella che ieri elogiava il Forteto“, sottolineano, chiedendo infine la rimozione di ogni contenuto celebrativo e un atto formale di scuse da parte dell’Unione dei Comuni del Mugello.

Dalla sua parte, l’Unione Montana dei Comuni del Mugello ha dichiarato: “Non è accettabile una strumentalizzazione di questo tipo. È stata sollevata una polemica su un’informazione obsoleta, che evidentemente non doveva più esistere ed è stata già rimossa. La cooperativa che portava il nome Forteto non esiste più da tempo. Nemmeno il formaggio che un tempo era riconosciuto dai mercati internazionali come un prodotto di qualità esiste più. Non esiste più nemmeno quella cooperativa che ha tentato, ripartendo completamente da zero, senza legami col passato, di mantenere un’attività produttiva e livelli occupazionali. La storia del Forteto è atroce, dolorosa per le vittime e per tutti coloro che l’hanno vissuta. È anche una ferita per il territorio. Le istituzioni sono sempre state al fianco delle vittime nelle sedi giudiziarie e con progetti di sostegno e solidarietà“.

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