Firenze, 60 anni dall'alluvione: il Consiglio regionale commemora gli Angeli del Fango

Firenze, 60 anni dall’alluvione: il Consiglio regionale commemora gli Angeli del Fango

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Un fiume che si presenta meno pericoloso rispetto al 1966, ma è fondamentale mantenere alta la guardia di fronte alle sfide legate al cambiamento climatico. In occasione del sessantesimo anniversario dell’Alluvione che il 4 novembre 1966 colpì severamente Firenze, il Consiglio regionale della Toscana ha organizzato un programma di iniziative commemorative all’insegna della memoria, della prevenzione e del riconoscimento nei confronti dell’eccezionale onda di solidarietà che ha salvato la città.

Un primo incontro di approfondimento si è svolto questa mattina, martedì 3 novembre, presso la Chiesa dei Santi Apostoli e Biagio, un luogo simbolico devastato dal fango di sessant’anni fa, durante il convegno “60° alluvione Firenze: conoscere il rischio, prevenire i danni, prepararsi al futuro”, organizzato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale presieduta da Gaia Checcucci.

L’evento ha riunito Istituzioni, esperti e tecnici per fare il punto sugli interventi realizzati a tutela del bacino dell’Arno, sulle nuove tecnologie di prevenzione e sulle opere ancora in fase di completamento. Tra i momenti salienti dell’incontro, la presentazione della nuova Web App “A.R.C.A.”, sviluppata per la protezione e la gestione del rischio del patrimonio culturale.

Il dibattito ha visto anche la partecipazione della presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, e dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi e Jacopo Cellai.

Il fulcro visivo e culturale della campagna di sensibilizzazione promossa dall’Assemblea toscana si ispira alle opere di Filippo Cianfanelli – in particolare la famosa litografia che ritrae Piazza Santa Croce colpita dalla piena – donate al Consiglio nel 2016 e esposte permanentemente nei corridoi di Palazzo del Pegaso: un’immagine simbolica che unisce il dolore di ieri alla forza della rinascita collettiva. Inoltre, durante la giornata commemorativa del 4 novembre, sarà proiettato in loop un video speciale che ripercorre le immagini storiche e il valore della memoria su tutti gli schermi di Palazzo del Pegaso e nell’Aula consiliare.

Tra le attività principali vi è l’allestimento di un punto di accoglienza e ritiro dedicato ai protagonisti del riscatto del ’66. Presso l’URP del Consiglio regionale (via Cavour 2, cortile a destra, dalle 9.30 alle 13 di oggi e domani, mercoledì 4 novembre dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.00), è attivo un punto di distribuzione per uno speciale kit di riconoscimento per gli Angeli del Fango, basato su elenchi nominativi. Il kit contiene testi storici dedicati, tra cui “Arno. Il fiume degli angeli del fango” di Gaia Checcucci e Erasmo D’Angelis e una nuova edizione aggiornata de “La Polizia di Firenze nell’alluvione del ’66”, corredata da una prefazione di Stefania Saccardi, oltre a una lettera della presidente del Consiglio regionale, una bottiglietta d’olio toscano e gadget commemorativi.

“L’evento di oggi nella Chiesa dei Santi Apostoli e Biagio ha un’importanza straordinaria, realizzato in un luogo dal forte connotato simbolico, tra i più colpiti dalle devastazioni dell’alluvione del 1966. Era fondamentale organizzare un momento di confronto che riunisse competenze e diverse voci, coordinato dall’Autorità di Bacino, per fare il punto della situazione: ricordare e conoscere, ma soprattutto prevenire e scongiurare il ripetersi di simili eventi” ha dichiarato la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi.

“Oggi – ha proseguito – la situazione del nostro territorio è radicalmente diversa e molto più sicura rispetto al 1966, non solo per Firenze, ma anche per Pisa e per l’intero bacino dell’Arno. Questo grazie a numerosi interventi strutturali realizzati nel tempo: dalle casse di espansione al bacino di Bilancino, fino alle molte opere di regimentazione, molte delle quali sono in fase di completamento. A complementarietà, esiste ora una consapevolezza e una capacità di monitoraggio nettamente migliorate, come dimostra la nuova app presentata da Gaia Checcucci.”

“In un contesto sfidante come quello attuale, segnato da un cambiamento climatico che aumenta la frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi, la Toscana si trova in una condizione di maggiore sicurezza e preparazione. Questo incontro ci offre l’opportunità di celebrare i progressi fatti, ma anche di mantenere viva l’attenzione su ciò che rimane da fare, affinché l’Arno non diventi motivo di preoccupazione, ma torni ad essere una fonte di vita, commercio, dinamismo e ricchezza culturale” ha concluso Saccardi.

“I Santi Apostoli sono un luogo simbolico per discutere insieme dell’Autorità di Bacino, un ente che all’epoca non esisteva ma che oggi è il pilastro fondamentale per la pianificazione delle opere contro il rischio idraulico” ha affermato il consigliere regionale Alessandro Capecchi (FdI). “Sappiamo bene che la sicurezza assoluta non è raggiungibile, ma è cruciale agire con determinazione. È indispensabile in primo luogo completare le casse di espansione a nord della città: relativamente al recente progetto delle paratie lungo i Lungarni, abbiamo manifestato forti riserve poiché rischia di proteggere l’area centrale ma aumentando la pressione dell’acqua a valle. Ribadiamo che gli interventi cruciali devono essere realizzati a monte.”

“In aggiunta, è fondamentale prestare attenzione al reticolo idraulico minore, come hanno dimostrato i drammatici eventi che hanno colpito la nostra regione nel 2023, incluse le alluvioni di Quarrata e Montale. Accogliamo favorevolmente l’annuncio di finanziamenti per questi interventi, poiché il contrasto al dissesto idrogeologico è un compito primario della Regione Toscana. È necessario – ha proseguito Capecchi – fornire ai Consorzi di bonifica gli strumenti indispensabili per agire a monte e superare la visione della cosiddetta ‘manutenzione dolce’, affrontando con fermezza anche il problema delle specie invasive che compromettono le infrastrutture arginali della Piana. Durante questi giorni di significativa memoria storica, è fondamentale mantenere alta l’attenzione: molto è stato fatto, ma c’è ancora molto da completare.”

“Oggi rappresenta un’opportunità per fare un’analisi precisa di tutte le attività di salvaguardia realizzate per il fiume Arno e dei loro impatti concreti sulla città di Firenze, in particolare in riferimento al sistema delle casse di espansione che interessa il Valdarno”, ha affermato il consigliere regionale Jacopo Cellai (FdI). “Come sottolineato anche dal segretario dell’Autorità di Bacino, se per sfortuna si ripetessero le condizioni del 1966, oggi non assisteremmo alle stesse drammatiche conseguenze. Tuttavia, è doveroso riconoscere che, a partire dall’importante piano di interventi e risorse stanziate fin dai tempi del ministro Matteoli, la Regione non è ancora riuscita a completare quanto previsto nel tempo. È fondamentale accelerare per garantire la totale sicurezza dell’Arno e della città di Firenze” ha concluso.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana – Ufficio stampa

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