Ecco perché viviamo meglio e più a lungo

Ecco perché viviamo meglio e più a lungo

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Anziano © Pixabay

Vivere in Toscana apporta numerosi benefici, e oggi possiamo affermarlo con prove concrete. Secondo il settimo rapporto “Welfare e Salute”, presentato all’Istituto degli Innocenti di Firenze, la nostra regione si colloca tra le migliori in Italia per qualità della salute, efficienza del sistema socio-sanitario e longevità della popolazione.

Toscani più longevi e attivi: i dati non mentono

La speranza di vita in Toscana ha raggiunto i 84 anni, superando la media nazionale. Inoltre, cresce il numero di anni vissuti in buona salute dopo i 65 anni, con il 98% degli over 65 autonomi nelle attività quotidiane.

Uomini: dal 36% (2009) al 46% (2022) di anni vissuti in salute
Donne: dal 28% al 38%

“Siamo tra i leader nazionali in salute e qualità dei servizi” – ha dichiarato l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini.

Meno ricoveri, più assistenza sul territorio

Dal 2019 al 2024, i dati mostrano un notevole miglioramento:

  • -24% di ricoveri per infarto negli uomini
  • -35% nelle donne
  • -25% di ricoveri per ictus ischemico in entrambi i sessi
  • Tasso di ospedalizzazione: 128,4 per 1000 abitanti (molto meglio rispetto ai 160 nazionali)

La Toscana ha saputo convertire la crisi del Covid-19 in opportunità, ritornando ai livelli pre-pandemia già nel 2023. Attualmente si concentra fortemente su telemedicina, assistenza territoriale e case della salute.

Sanità robusta e conti in equilibrio

La nostra regione è una delle poche in Italia a trovarsi in “fascia verde” per:

  • Equilibrio finanziario
  • Tempi di pagamento rapidi
  • Gestione del debito

Nonostante il sottofinanziamento della sanità a livello nazionale, la Toscana si conferma un esempio da seguire.

Una società in evoluzione: più anziani e un afflusso di giovani stranieri

Il rapporto illustra una Toscana in cambiamento:

  • 26,7% della popolazione ha più di 65 anni
  • Nascite in calo: 20.725 nel 2024
  • Ma il saldo migratorio positivo (+6,5/1000) e la presenza di famiglie straniere (12% della popolazione) contribuiscono al rinnovamento demografico

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