I consiglieri del Centrodestra © NN
Mercoledì 16 aprile si è tenuta in Consiglio metropolitano la discussione riguardante l’approvazione del Rendiconto di gestione 2024. “Nonostante la struttura relativamente semplice dello schema di bilancio di un ente di secondo livello, sono emerse diverse criticità e dinamiche che non possono essere sottovalutate,” affermano i consiglieri metropolitani del gruppo Per il cambiamento Claudio Gemelli, Gianni Vinattieri, Alessandro Scipioni e Vittorio Picchianti.
“Partiamo – continuano – dalla questione più rilevante che riguarda la gestione dei residui dell’Ente. In particolare, ci sono i residui attivi, ovvero somme accertate in entrata ma non incassate, e i residui passivi, che rappresentano somme spese impegnate ma non pagate.”
Per quanto concerne i residui attivi, “nel processo di riaccertamento ordinario, precedente al rendiconto, sono stati eliminati oltre 15 milioni di euro poiché già inesigibili: un’operazione che, se da un lato “depura” il bilancio, dall’altro rimuove accertamenti che avrebbero dovuto finanziare servizi e opere pubbliche (quasi 4 milioni di euro destinati a investimenti)”. Nonostante ciò, i residui attivi “che permangono nel bilancio, immobilizzandolo, superano i 70 milioni di euro”.
“Per quanto riguarda le Direzioni dell’ente, quella con il maggiore accumulo di accertamenti arretrati è la Direzione di ‘Polizia metropolitana e sanzioni amministrative,’ che sconta la cronica difficoltà nell’incassare i verbali delle sanzioni per violazioni del Codice della strada: 8 milioni e 700 mila euro.
La lenta riscossione, inoltre, costringe la Città metropolitana a finanziare le opere pubbliche attraverso anticipazioni di cassa, che hanno raggiunto il totale di 27 milioni, causando uno squilibrio nella loro realizzazione.”
Analogamente, i residui passivi “sono significativi: più di 54 milioni di euro. In questo caso, si tratta di somme impegnate dall’ente per servizi e opere pubbliche ma non ancora pagate, con evidenti effetti negativi sul tessuto produttivo locale che, specialmente in momenti di stagnazione economica, risente dei pagamenti non effettuati alle imprese fornitrici di lavoro e servizi.”
In particolare, risultano ancora “importi consistenti da saldare relativi a incentivi per funzioni tecniche e a Certificati di Regolare Esecuzione o collaudi non ancora effettuati.”
Il risultato di amministrazione per il 2024 è positivo “ma in forte ribasso rispetto all’esercizio 2023 (-30%) e all’esercizio 2022 (-43%). Pertanto, diminuisce anche l’avanzo libero (disponibile) che si attesta a 15.223.618 euro: in calo del 52% rispetto al 2023 e del 66% rispetto al 2022.”
Si consideri che l’accantonamento di bilancio per il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità supera l’avanzo disponibile e il Fondo contenzioso, che ammonta a più di 6 milioni di euro, rappresenta “il 41% delle somme libere. Il Fondo contenzioso complessivo raggiunge oltre 17 milioni e 400 mila euro.”
L’equilibrio nella parte del bilancio riguardante il conto capitale, quindi per investimenti, “mostra un disavanzo di -24.259.300 euro che viene compensato con risorse di parte corrente; ossia con entrate normalmente destinate all’amministrazione ordinaria dell’ente e all’erogazione di servizi.”
Aumentano le entrate tributarie da Imposta Provinciale di Trascrizione, Rca e tariffa ambientale: un segnale di una crescente pressione fiscale sui cittadini amministrati.
Il recupero dell’evasione fiscale per 808.407 euro di accertamenti “si traduce solo in 159.457 euro di incassi, pari al 20% di quanto da recuperare.”
Nell’ambito delle partecipate, “continua a gravare il bilancio di Firenze Fiera, che ha concluso il bilancio 2022 con una perdita di oltre 4 milioni di euro, costringendo la Città metropolitana ad accantonare, proporzionalmente alla quota detenuta, 350 mila euro nel Fondo perdite aziende e società partecipate.”
