“In marcia per la libertà” è il titolo del nuovo racconto per immagini dell’Archivio Storico Foto Locchi, inaugurato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati dal 18 novembre nell’ambito della quarta edizione de La Toscana delle Donne. La mostra presenta diciannove opere fotografiche selezionate dal vasto archivio fiorentino, risalenti al periodo 1943-1949, che rappresentano il faticoso, ma tenace cammino per l’ottenimento del diritto di voto da parte delle donne. Questa esposizione rimarrà aperta fino al 6 dicembre.
Un percorso composto da volti, gesti e sguardi che intrecciano speranze e battaglie quotidiane con eventi storici, e che l’Archivio Foto Locchi rappresenta nuovamente al pubblico con la sua elevata qualità e varietà documentaria.
“Questa mostra – ha affermato Cristina Manetti – è un tributo alla determinazione delle donne che hanno lottato per i loro diritti civili e politici in un periodo di grande difficoltà storica. Le fotografie dell’Archivio Storico Foto Locchi testimoniano il percorso verso il suffragio universale, rappresentando una tappa cruciale nella storia italiana e contribuendo a costruire l’identità sociale e politica odierna. Queste immagini raccontano la ricerca incessante della libertà, che per le donne ha significato il diritto di parola, il voto e la partecipazione. La bellezza di queste fotografie, cariche di emozioni e speranza, non è solo estetica: ci parlano, ci interrogano e ci collegano a una storia viva, che ci riguarda tutti. Ogni scatto ci invita a riflettere sul nostro presente e sulle conquiste ottenute con fatica e impegno, ma anche sull’importanza di non dimenticare il percorso che ci ha portato qui. È cruciale preservare e condividere la memoria storica delle donne e delle loro lotte, spesso trascurate, per le generazioni future. Ogni immagine è una porta verso il passato e un invito a riflettere su quanto ancora ci sia da fare per rendere la libertà un valore universale“.
“Con grande piacere e orgoglio – ha dichiarato Erika Ghilardi, responsabile e titolare dell’Archivio Storico Foto Locchi – torniamo a essere protagonisti di una mostra a Palazzo Strozzi Sacrati, con gratitudine verso i fotografi che hanno reso possibile la creazione di questo vasto archivio, che continua a emozionarci ogni volta che lo esploriamo. Questa volta abbiamo raccontato una storia che ci tocca da vicino, che parla a tutte le donne e all’intera comunità: in queste immagini ci riconosciamo, ritroviamo radici e identità, sogni e lotte che hanno portato alle conquiste odierne. Il nostro continuo impegno nella digitalizzazione dei vecchi negativi dà vita a nuove straordinarie storie legate alla nostra storia collettiva“.
Insieme alla gioia per le conquiste raggiunte, l’energia e la determinazione traspaiono in ognuna delle venti opere esposte. Il visitatore, leggendo i totem che accompagnano la mostra, può scoprire anche particolari storici dimenticati o poco conosciuti.
Ad esempio, dalla Toscana e dalla Lombardia partono i primi tentativi di restituire il diritto di voto alle donne tra il 1861 e il 1863, grazie a disegni di legge promossi, tra gli altri, dai toscani Ricasoli e Peruzzi.
Un altro elemento poco noto è il contributo della fiorentina Alice Schiavone Bosio, che nel 1925 consentì l’approvazione della legge che estese l’elettorato attivo alle donne nelle elezioni amministrative, una conquista di breve durata, resa inefficace dalle leggi fasciste l’anno successivo. Successivamente, la partecipazione politica femminile fu possibile solo in clandestinità, tra donne antifasciste e reti di solidarietà.
Le immagini evocano anche la mobilitazione nel 1943 dei Gruppi di Difesa della Donna, che confluirono nell’Unione Donne Italiane (UDI), unendo diverse forze nella richiesta del suffragio universale, mentre le donne cattoliche si distaccarono l’anno successivo per fondare il Centro Italiano Femminile.
Questa marcia prosegue fino al decreto del 10 marzo 1946, che riconobbe il diritto di voto passivo alle donne italiane oltre i 25 anni, consentendo a queste ultime di candidarsi e essere elette nei Consigli Comunali.
Il culmine di questa lotta si raggiunge il 2 giugno 1946, quando le donne diventano cittadine a pieno titolo, almeno sul piano politico, partecipando al referendum istituzionale e all’Assemblea Costituente.
Ci vorranno però quasi venti anni, fino al 1963, per vedere le donne accedere a tutte le cariche pubbliche, comprendendo magistratura e diplomazia.
La Bottega Foto Locchi
La Foto Locchi è stata fondata nel 1924 come bottega d’arte fotografica da Tullio Locchi, distinguendosi subito per uno stile semplice e pulito. Negli anni Trenta, è diventata un vivace laboratorio di fotogiornalismo, con fino a 30 fotografi che tramandano tecniche e visione alle nuove generazioni. Dopo la morte del fondatore, la famiglia Corcos ha guidato l’evoluzione dell’agenzia, trasformandola nella principale agenzia fotografica di Firenze, documentando la vita cittadina con milioni di scatti oggi conservati nell’Archivio Storico Foto Locchi. Quest’archivio, composto da oltre cinque milioni di negativi originali, è tutelato dal Ministero della Cultura e ampliato con altri fondi fiorentini, rappresentando un patrimonio unico esposto anche in musei internazionali. Nel 2021 è stata creata “Foto Locchi per Firenze ETS”, dedicata alla valorizzazione di questo straordinario lascito di memoria collettiva.
In Sala Pegaso, da oggi, nell’ambito de La Toscana delle Donne è visitabile anche la mostra di Stefano Lupi “Protagoniste” – competenze e creatività in terra di Toscana, una narrazione per immagini che sottolinea le abilità e la multiforme creatività delle donne che vivono e operano nella nostra regione.
Negli ultimi anni, la figura umana, in particolare quella femminile, è diventata il fulcro dei progetti fotografici di Stefano Lupi, che esplora l’animo umano attraverso ritratti che uniscono profilo individuale e documento storico. Il nuovo progetto nasce come evoluzione di “Wo-Men at Work”, focalizzandosi sulle donne della Toscana, evidenziandone competenze e creatività. La mostra celebra il contributo delle donne toscane alle eccellenze della regione. Lupi, con la sua lunga esperienza nel campo della comunicazione audiovisiva, ha anche operato in contesti internazionali di crisi, ponendo sempre al centro la persona.
Fonte: Regione Toscana
