Addio alla Madre Superiora Imelda, ultima suora domenicana dell’ex convento di Santa Caterina a Borgo

Addio alla Madre Superiora Imelda, ultima suora domenicana dell’ex convento di Santa Caterina a Borgo

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Suor Maria Imelda davanti al piccolo organo settecentesco del monastero. © Aldo Giovannini

All’età di quasi 90 anni, è venuta a mancare nel Monastero domenicano di San Ruggero a Barletta, dove si era ritirata accanto alla sua famiglia, la gentile Suor Maria Imelda (al secolo Chiara Crudele). Per molti anni è stata Madre Superiora del Monastero domenicano di Santa Caterina a Borgo San Lorenzo. Numerosi sono stati i borghigiani, uomini e donne, che l’hanno conosciuta, amata e rispettata. Se un tempo la sua voce era familiare dietro le grate o alla ruota, dove le donne posavano i panni per ricucirli o ricamarli, oppure per ordinare i biscotti (i famosi “scaracchi delle monache!!) e i confetti, una volta abolita la clausura, il volto di Suor Imelda e delle sue consorelle ha iniziato a interagire con la vita civile del paese.

Infatti, è stata creata una struttura sanitaria che per alcuni anni ha ospitato diversi borghigiani malati e anziani. Rimasta da sola, dopo la perdita delle ultime consorelle, Suor Albertina e Suor Margherita, in un ambiente monumentale quale il cinquecentesco Monastero di Santa Caterina, fondato nel 1515, la Casa Madre decise di chiudere. Suor Imelda ha cercato di rimanere fino agli ultimi giorni, ma l’obbedienza è il fondamento della cristianità e così Suor Imelda ha preso le sue modeste cose e è tornata nella terra dei suoi antenati, dove ancora vivono quattro fratelli, nipoti e pronipoti.

Quando nel 2019, in occasione del centenario del terremoto del Mugello (1919), chiedemmo a Suor Imelda se poteva ospitare alcuni scienziati e funzionari del C.N.R. di Roma per ispezionare e quantificare i danni subiti dalla grande struttura, fu una giornata indimenticabile, con foto a non finire! Ha aperto anche le stanze chiuse da 100 anni, mostrando bauli, armadi e cassepanche piene di oggetti ricamati (quanti labari, quanti gagliardetti!). Ha fatto scoprire angoli nascosti e le due chiesette interne, una delle quali accoglie la tomba di Suor Reginalda Giuliani, che nel 1799 si comportò da eroina di fronte alle atrocità delle truppe francesi che avevano invaso il Mugello.

Le personalità presenti rimasero davvero colpite. La “cittadella”, come veniva chiamato il Monastero, che tra la fine del ‘700 e i primi dell’800 accoglieva oltre 160 suore, è chiuso da alcuni anni, sebbene la nuova fondazione lo apra occasionalmente per eventi e manifestazioni al piano terra, nel meraviglioso cenacolo e nel chiostro. Arrivederci Suor Imelda, l’ultima dopo cinque secoli!



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