Bucchi, Carboni, Bartolomei, Benci, Scassa e Sorbi come testimonial
L’iniziativa è promossa dall’Associazione delle famiglie delle vittime dell’Heysel con il patrocinio della Provincia di Arezzo e del Coni. Coinvolti gli istituti superiori della zona.
È stata presentata presso la “Sala dei Grandi” della Provincia di Arezzo la quinta edizione del progetto
“Io ti rispetto”. Questa iniziativa, sostenuta dalla Provincia di Arezzo e dal Comitato regionale Toscano del Coni, è promossa dall’Associazione delle famiglie delle vittime dell’Heysel, con il supporto della delegazione provinciale FIGC di Arezzo, dell’Olmoponte-Santa Firmina e del Panathlon club di Arezzo e Valdarno Superiore. “Io ti rispetto” rappresenta un progetto di educazione civico/sportiva finalizzato a trasmettere i valori dello sport, integrando e completando il percorso didattico. Con il coinvolgimento diretto delle istituzioni scolastiche, si valorizzano la prevenzione e il contrasto al bullismo, l’adozione di corretti stili di vita, il riconoscimento dei valori del fair play, l’acquisizione di comportamenti improntati al rispetto delle persone e delle regole, il contrasto alla violenza nel tifo, al doping e al disagio giovanile, nonché l’inclusione e l’integrazione tramite lo sport, infine la sicurezza nella pratica sportiva. Sono previsti incontri in presenza con gli studenti, ai quali parteciperanno testimonial sportivi sia locali che nazionali, che, attraverso il racconto delle proprie esperienze, comunicheranno i valori positivi dello sport. Questa quinta edizione conferma i sei istituti superiori che hanno già partecipato al progetto negli anni scorsi: l’Itis di Arezzo, l’Isis Valdarno di San Giovanni Valdarno, il liceo “Benedetto Varchi” di Montevarchi, l’istituto “Fossombroni-Buonarroti” di Arezzo e l’Isis “Angelo Vegni” delle Capezzine. Diverse le nuove figure come testimonial per questa edizione, iniziando dall’allenatore dell’Arezzo Cristian Bucchi, Amedeo Carboni, ex calciatore di serie A, Liga e nazionale, Martina Bartolomei, olimpionica a Parigi 2024 nel tiro a volo, Sara Benci, giornalista e conduttrice di Sky Sport, e Luca Scassa, ex pilota nel mondo MotoGp e Superbike. Confermato Attilio Sorbi, docente presso la Federazione Italiana Gioco Calcio. Gli incontri si terranno il 16, 20 e 28 aprile, l’11 e il 14 maggio. L’idea dei promotori è di partire dalla memoria della strage dell’Heysel, che ha colpito da vicino la comunità aretina, con due vittime tra le trentanove, per stimolare riflessioni nelle giovani generazioni sull’annientamento dei valori veri dello sport, a partire dal rispetto dell’altro, e le sue potenziali conseguenze drammatiche. “Partendo dal racconto di una tragedia come quella accaduta a Bruxelles il 29 maggio del 1985, si arriva a quello di un percorso virtuoso di un campione, avviando così una presa di coscienza e consapevolezza nei ragazzi su cosa significhi praticare sport in modo sano e corretto – dichiara il presidente dell’Associazione delle famiglie delle vittime dell’Heysel Andrea Lorentini – L’impegno dell’associazione è sempre stato quello di mantenere viva la memoria senza dimenticare l’aspetto educativo rivolto alle nuove generazioni.“ Questo concetto è condiviso anche dal delegato provinciale del Coni Alberto Melis – Il Coni sostiene il progetto, condividendone pienamente finalità e modalità. L’iniziativa mira a far sì che i giovani sportivi possano acquisire, oltre alle competenze tecniche derivanti dalla pratica, le conoscenze valoriali necessarie per diventare persone migliori, impostando così un percorso di crescita culturale basato sui valori dello sport. Per questo è fondamentale avviare un percorso formativo che parta dalle giovani generazioni. La scuola è quindi un soggetto fondamentale del progetto, da cui abbiamo ricevuto una risposta entusiasta perché già impegnata in tale percorso educativo”. Anche quest’anno, la Provincia di Arezzo conferma la sua partecipazione e il suo patrocinio al progetto “Io ti Rispetto”, L’evento drammatico accaduto allo stadio Heysel di Bruxelles nel 1985, durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, in cui persero la vita 39 persone, di cui 32 italiani – afferma il presidente della Provincia Alessandro Polcri – rappresenta un’importante occasione per ricordare il dottor Roberto Lorentini e la giovane Giuseppina Conti, i due aretini tra le vittime, e anche un’importante opportunità di riflessione per coinvolgere le giovani generazioni sui valori del rispetto, della condivisione, del fair play, e contro la violenza nella pratica sportiva, nel tifo e nella vita quotidiana. Ribadisco, come ho sottolineato in molte occasioni, che lo sport, con il suo insieme di regole e valori educativi, funge da veicolo fondamentale per apprendere e adottare stili di vita sani e modelli positivi da seguire nella gestione delle relazioni interpersonali, dei conflitti e nella capacità di apprezzare e coinvolgere gli altri, contrastando così eventuali fenomeni di bullismo.
