Malattie rare: a Savona Aisla inaugura la 'Casa di Silvia' per persone con SLA e i loro caregiver

Malattie rare: a Savona Aisla inaugura la ‘Casa di Silvia’ per persone con SLA e i loro caregiver

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“Oggi non si inaugura solo una casa. Oggi una famiglia ha varcato la soglia della ‘Casa di Silvia’, il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile promosso da Aisla,” l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, “creato per accogliere le persone con SLA, i loro familiari e i caregiver durante periodi di sollievo, cura e vicinanza.” Questo è quanto riportato in una nota di Aisla. Con l’arrivo dei suoi primi ospiti, “la Casa di Silvia diventa così realtà. Un progetto unico in Italia – si legge – che trasforma il ricordo di Silvia Codispoti in uno spazio vivo, dove l’accoglienza si concretizza in supporto reale, l’accessibilità in libertà e la solidarietà in una risposta quotidiana ai bisogni delle famiglie che vivono con la SLA.” Situata in via Milano a Savona, la Casa di Silvia è un appartamento progettato “per garantire un’accoglienza pienamente accessibile alle persone con SLA – spiega Aisla – e a coloro che si prendono cura di loro. Dispone di due camere da letto, una cucina completamente attrezzata, un bagno accessibile e tutti gli ausili necessari per un soggiorno in sicurezza e serenità: letto articolato, sollevatore, comoda, rampe mobili e posto auto riservato per persone con disabilità. La struttura può ospitare la persona con SLA insieme ai familiari e ai caregiver conviventi, offrendo uno spazio in cui vivere un periodo di riposo, affrontare visite, terapie o semplicemente concedersi qualche giorno lontano dalle difficoltà organizzative legate alla malattia. Il servizio, riservato ai soci Aisla, è completamente gratuito.”

La cerimonia di apertura si è conclusa con la consegna simbolica delle chiavi alla famiglia Maggiani, i primi ospiti della Casa di Silvia. “Da oggi quel luogo non è più un progetto sulla carta, ma una casa pronta ad accogliere le famiglie che affrontano quotidianamente la SLA,” sottolinea Aisla. “Quando si vive con la SLA, organizzare anche un breve soggiorno può diventare un’impresa – racconta la famiglia Maggiani – Ogni spostamento richiede mesi di preparazione, verifiche e rinunce. Sapere di arrivare in un luogo già accessibile e attrezzato cambia totalmente la prospettiva. Per noi significa tornare a pronunciare una frase che sembrava impossibile: ‘Andiamo in vacanza’. È molto più di un viaggio. È un pezzo di vita che ci viene restituito.” La Casa di Silvia si trova a pochi chilometri dal mare, permettendo alle famiglie di accedere facilmente allo Scaletto Senza Scalini, la spiaggia accessibile di Savona, che rappresenta da anni un modello di inclusione. “Accessibilità significa poter scegliere, muoversi, condividere esperienze senza che la disabilità diventi un limite – afferma Ugo Cappello, fondatore dello Scaletto Senza Scalini – La Casa di Silvia completa questa visione, offrendo alle famiglie un luogo da cui partire per esplorare il territorio in tranquillità.”

“La Casa di Silvia dimostra come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possa realizzare opportunità concrete per le persone e le loro famiglie – afferma l’assessore comunale alle Politiche sociali, Riccardo Viaggi – È un progetto che rende Savona ancora più accogliente e accessibile.” La consegna delle chiavi ai primi ospiti è stata effettuata da Pino Codispoti, padre di Silvia, che ha scelto di donare la loro casa ad Aisla “perché continuasse a essere un luogo di vita anche dopo la sua scomparsa. Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia mi ha insegnato a guardare sempre avanti. Abbiamo deciso di trasformare la nostra esperienza in un’opportunità per altre famiglie. Sapere che queste stanze si riempiranno di voci, speranza e nuovi ricordi ci rende profondamente felici. È il modo più bello per tenere Silvia vicino a noi,” testimonia.

L’immobile, “acquistato da Aisla il 20 marzo 2026, è stato ristrutturato e reso pienamente accessibile in poco più di tre mesi – fanno sapere dall’associazione – grazie al contributo di molte persone, delle sezioni territoriali dell’associazione e di realtà che hanno scelto di supportare un’idea semplice ma rivoluzionaria: rendere possibile una vacanza anche per chi convive con la SLA.”

“Per la prima volta nella nostra storia realizziamo una casa pensata esclusivamente per accogliere le persone con SLA e le loro famiglie – evidenzia Vincenzo Soverino, consigliere nazionale Aisla – Questo progetto dimostra che la solidarietà non è un concetto astratto. Diventa una porta che si apre, una camera pronta ad accogliere, un letto già attrezzato, una famiglia che può finalmente partire. Una casa nasce dai muri, ma diventa veramente tale quando una comunità decide di costruirla insieme.” A rendere possibile questo sogno sono stati “il sostegno delle sezioni Aisla e la generosità di tanti amici e benefattori. Un ringraziamento speciale va alla Fondazione Vismara, alla Fondazione Vialli e Mauro, a Fiascolata Aps, alla Cooperativa Spazio Aperto, al Vivaio Fratelli Rebella e a Fazzari Marmi, che ha abbellito gli ambienti della casa con immagini che raccontano momenti significativi della vita di Silvia. Pochi mesi dopo la posa simbolica del primo mattone, avvenuta il 21 marzo, oggi il progetto è diventato realtà.”

“La Casa di Silvia – conclude Soverino – rappresenta un impegno concreto nella qualità della vita delle persone che affrontano la malattia. È un progetto nato dalla collaborazione di molte realtà che mette al centro il diritto di vivere esperienze di vacanza, relazione e partecipazione. Oggi abbiamo capito che una casa non si costruisce solo con muri, porte e finestre, ma prende vita quando tante persone decidono di condivisione un sogno comune.”



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