Olmi riabbraccia la sua madonnina. Opera di Cristina Monti

Olmi riabbraccia la sua madonnina. Opera di Cristina Monti

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Recentemente, come troppo spesso accade in questi tempi, un gruppo di personaggi poco sensati ha distrutto la statua in ceramica della Madonnina…

Domenica scorsa, 21 giugno 2026, si è tenuta una cerimonia toccante e significativa nel piazzale antistante la Chiesa di Santa Maria a Olmi, per l’inaugurazione e la benedizione di una meravigliosa immagine della Madonna, all’interno del grande tabernacolo elevato cinque anni fa dal Rettore di allora, don Maurizio Tagliaferri, su richiesta della comunità di Olmi.

Poi, come spesso accade in questi tempi, una notte alcuni individui privi di buon senso hanno distrutto la statua in ceramica della Madonnina e i vasi con i fiori, mandando tutto in mille pezzi. Questo episodio ha lasciato un profondo senso di amarezza tra gli abitanti di Olmi, ma l’attuale Rettore, don Luciano Marchetti, ha deciso di restituire l’immagine della Madonna alla venerazione della comunità, commissionando la nuova opera alla talentuosa Cristina Monti, artista e restauratrice di grande fama.

“Questa tavola – ci raccontava Cristina Monti – è stata creata per sostituire (come già detto) la statua che da anni vigile sovrastava questo tabernacolo, conosciuto come Madonna della Medaglia Miracolosa. Ho mantenuto la stessa posa. Il legno è stato trattato come una volta: strati di gesso e colla di coniglio. Infine, ho applicato il colore acrilico. Per il volto della Vergine, ho realizzato diversi ritratti ispirati a varie ragazze, catturando un sorriso da una, la luce negli occhi di un’altra, per poi fare una sintesi.”

Il risultato, a nostro avviso, è straordinario!

Ma in quest’immagine c’è un’altra peculiarità: nel dipinto si possono notare tre chiese. Ora spieghiamo il perché.

L’artista vive e lavora sopra Santa Maria a Vezzano e, durante il suo percorso verso Olmi, Cristina Monti scorge la Chiesa di Santa Maria a Pulicciano; quindi, arrivando a Poggio Secco, mette a fuoco in lontananza il campanile romanico-lombardo della Pieve di San Lorenzo e, infine, su una lieve collinetta dopo Piazzano, emerge il Santuario del SS. Crocifisso.

“Un cammino, un pellegrinaggio – continua Cristina – per giungere alla meta finale: la Chiesa di Santa Maria a Olmi.”

Ottimo lavoro e complimenti!

Tra le numerose persone presenti, abbiamo notato famiglie con cognomi storici, che hanno contribuito a scrivere la piccola-grande storia di Olmi, una connessione che non si è mai interrotta.

Nel 1748, don Giuseppe Maria Brocchi, parroco di Olmi all’epoca, scrive nel suo straordinario libro sul Mugello:

“Olmi, Piazzano e Senni, chi non ci sa fare se ne ingegni!!”

Bentornata, Madonnina.

Un particolare della cerimonia davanti alla chiesa di Olmi

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Particolare ravvicinato della Madonnina di Olmi; a destra si intravede Pulicciano, quindi il campanile della Pieve di Borgo e a sinistra il Santuario del SS. Crocifisso.

(Foto cronaca di A. Giovannini)

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