BPCO: Verso un approccio integrato ed equo nella gestione del paziente

BPCO: Verso un approccio integrato ed equo nella gestione del paziente

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ROMA (ITALPRESS) – La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva è una malattia respiratoria cronica e progressiva che colpisce più di 2 milioni di italiani. Caratterizzata da una crescente diffusione e un grande impatto in termini di riacutizzazioni, ospedalizzazioni e costi sanitari, rappresenta oggi una sfida per il Servizio Sanitario Nazionale. Questi temi sono stati al centro dell’evento istituzionale “BPCO: verso un’assistenza integrata ed equa”, tenutosi oggi a Roma. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con AstraZeneca Italia, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, esperti clinici, società scientifiche e associazioni di pazienti, e ha previsto la presentazione di un policy paper redatto da un Gruppo di Lavoro multidisciplinare, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza di migliorare l’assistenza ai pazienti affetti da questa patologia.
Tra i punti principali evidenziati dai pazienti e nel policy paper, spicca la difficoltà di accesso alle cure, dovuta alle restrizioni imposte dalla Nota AIFA n.99, che regola la prescrizione dei farmaci per la terapia inalatoria per la BPCO. Nonostante la Nota fosse stata introdotta per favorire una maggiore integrazione tra specialisti e medici di medicina generale (MMG), ad oggi, quest’ultimi non possono prescrivere la triplice terapia in un unico inalatore, considerata la più efficace per i pazienti ad alto rischio di riacutizzazioni. Si è registrato un forte impegno da parte dei Parlamentari Orfeo Mazzella, Elena Murelli e Gian Antonio Girelli, i quali hanno manifestato grande interesse sulla questione, richiedendo ufficialmente un aggiornamento tempestivo della Nota prescrittiva per consentire l’eliminazione del Piano Terapeutico per la triplice terapia, estendendo la prescrizione anche ai MMG.
Per garantire un percorso di cura efficace, è stata anche sottolineata l’importanza di migliorare l’interazione tra i vari livelli di assistenza. La frammentazione tra territorio e specialisti influisce negativamente sull’aderenza alle terapie e sulla continuità delle cure, portando a un aumento delle riacutizzazioni e dei ricoveri. “È fondamentale rafforzare la collaborazione tra MMG e specialisti per ottimizzare la gestione del paziente con BPCO e assicurare un’assistenza realmente integrata. È necessario creare Reti strutturate multidisciplinari, non solo tra MMG e specialisti distrettuali per l’identificazione e il monitoraggio tempestivo, ma anche tra pneumologi e altri specialisti per gestire le gravi riacutizzazioni e le attività riabilitative,” ha dichiarato Raffaele Scala, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri.
In merito alla prevenzione delle riacutizzazioni, ulteriormente complicate dal quadro clinico del paziente, è stata enfatizzata anche l’importanza dell’ottimizzazione terapeutica, tema analizzato nel terzo capitolo del policy paper. “Chi vive con una BPCO grave – afferma Paola Rogliani, Presidente della Società Italiana di Pneumologia – deve affrontare il peggioramento dei sintomi respiratori e un aumento del rischio cardiopolmonare. Ciò si traduce in un significativo deterioramento della qualità della vita. Un approccio terapeutico mirato e personalizzato, conforme alle Raccomandazioni GOLD, è essenziale: identificare la terapia giusta per il paziente giusto.”
Anche le associazioni di pazienti hanno fatto sentire la loro voce, evidenziando le varie difficoltà che le persone con BPCO affrontano nel loro percorso di cura. Salvatore D’Antonio, Presidente dell’Associazione Pazienti BPCO e Altre Patologie Respiratorie, ha commentato: “Le attuali restrizioni della Nota AIFA n.99 continuano a essere un ostacolo per l’accesso alle terapie e rischiano di generare percorsi complessi. Questo porta i pazienti, spesso anziani, a dover affrontare visite specialistiche solo per motivi burocratici, aumentando costi e disagi, e dilatando i tempi per l’inizio della terapia. Modificando la Nota AIFA n.99, i MMG potrebbero prescrivere le terapie necessarie, riducendo le disuguaglianze come già fatto in altri Paesi europei.” L’incontro ha quindi riaffermato l’urgenza di un intervento sistemico che assicuri un accesso tempestivo alle cure, un’ottimizzazione terapeutica e una vera integrazione tra i vari livelli di assistenza, in linea con le Raccomandazioni GOLD. Solo attraverso un rafforzamento della medicina di territorio, una collaborazione più stretta tra professionisti sanitari e la rimozione delle barriere imposte dalla Nota AIFA n.99 si potrà garantire la salvaguardia della qualità di vita dei pazienti.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

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