Donne italiane, salute e intelligenza artificiale: perché rappresentano un valore aggiunto

Donne italiane, salute e intelligenza artificiale: perché rappresentano un valore aggiunto

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Le donne dimostrano una competenza superiore agli uomini nella gestione della salute e dei piccoli disturbi tramite l’automedicazione. Sebbene le italiane siano più vulnerabili rispetto ai maschi, sono anche più consapevoli. Riguardo ai farmaci da automedicazione, ben il 93% legge il foglietto illustrativo, il 90,3% verifica le scadenze e l’88,2% consulta un medico se il disturbo persiste. Inoltre, sono spesso le donne a prendersi cura della salute dei loro familiari, supportate da farmacisti e medici di famiglia. Questo quadro è stato delineato oggi a Roma durante una conferenza stampa organizzata da Assosalute – Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, focalizzata su ‘Salute della donna: educazione, prevenzione e consapevolezza’. L’incontro ha visto il confronto tra istituzioni, ricercatori, professionisti della salute e rappresentanti civici, per riflettere sul ruolo centrale delle donne nella gestione quotidiana della salute e sull’importanza dell’automedicazione responsabile nella cultura sanitaria del Paese.

Secondo il rapporto Assosalute-Censis ‘Donne e automedicazione responsabile’, il 93,9% delle donne ha sofferto di almeno un piccolo disturbo nell’ultimo anno, e il 75,7% di almeno due. Questa maggiore esposizione rispetto agli uomini non implica fragilità, ma piuttosto esperienza e abilità. Le donne, convivendo più frequentemente con questi fastidi, sviluppano una comprensione più profonda della propria salute e un’abilità superiore nella gestione quotidiana dei farmaci da automedicazione. A questo si aggiunge il problema dei dolori mestruali, che colpiscono il 91,8% delle donne, condizionando negativamente il benessere del 71% di esse, evidenziando come la salute femminile sia influenzata da fattori spesso ignorati dalle politiche sanitarie. In questo contesto, l’automedicazione con farmaci da banco è risultata una risorsa vitale: il 78,8% delle donne ha fatto ricorso a essa, e per quasi l’80% del campione i farmaci di automedicazione rappresentano un aiuto concreto nelle loro giornate.

Donne, salute e Intelligenza artificiale

Sul fronte tecnologico, i dati mostrano che il 47,5% delle donne utilizza l’Intelligenza artificiale (10% regolarmente e 37,5% occasionalmente), rispetto al 51,9% degli uomini (16,7% regolarmente e 35,2% sporadicamente), con una differenza di -4,4 punti percentuali. Questo divario si amplia quando si considera la fiducia: tra coloro che impiegano questi strumenti, il 64% delle donne ha fiducia nell’IA (6,6% molta, 57,4% abbastanza), contro il 76,7% degli uomini (11,7% molta, 65% abbastanza), con uno scarto di -12,7 punti. Anche in questo caso, emerge un approccio femminile più cauto e selettivo: l’IA è utilizzata per supporto informativo, ma con un’attenta valutazione critica e confrontandosi con i professionisti della salute, confermando un atteggiamento maturo e moderno nella gestione della salute che integra tecnologia e responsabilità. Questa attenzione, secondo i ricercatori, non nasce da timore, ma rappresenta una forma concreta ed evoluta di empowerment sanitario: la capacità di scegliere in modo informato e gestire in autonomia ciò che è appropriato, eventualmente con il supporto iniziale del farmacista e poi del medico di famiglia.

“Le donne,” spiega Michele Albero, presidente di Federchimica-Assosalute, “sono oggi protagoniste di un modello evoluto di gestione della salute: più esposte ai disturbi, ma anche più responsabili. L’esperienza femminile nell’approccio alla cura dimostra come l’automedicazione, se utilizzata correttamente, sia uno strumento cruciale per la salute quotidiana e un mezzo fondamentale per esercitare la propria autonomia, soprattutto in merito al proprio benessere.”

Secondo Albero, è necessario “sostenere questa autonomia trasmettendo informazioni sanitarie accurate e aggiornate, e promuovendo una cultura sanitaria improntata alla consapevolezza, trasversale tra generi ed età. Questi sono temi sui quali l’associazione si impegna da sempre, poiché rappresentano elementi vitali per la salute presente e futura. Ci sentiamo parte attiva di questa alleanza per la salute emersa dal dibattito odierno, in cui ognuno ha un ruolo unico e fondamentale per affrontare le sfide che ci attendono. La collaborazione tra professionisti, istituzioni, cittadini e comunità è cruciale.”

“Dalla ricerca,” afferma Sara Lena, ricercatrice Censis, “emerge con chiarezza che le donne dimostrano una maggiore sensibilità e cautela nella gestione della salute rispetto agli uomini. La loro maggiore esposizione ai piccoli disturbi si traduce in una competenza diffusa nella gestione della propria salute. È un aspetto chiave di empowerment, il cui risultato è anche la cultura dell’automedicazione responsabile che le porta a essere più caute con le informazioni fornite dall’IA e a valorizzare il ruolo del medico e del farmacista.”

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