Castelnuovo d'Avane, continuano i lavori di rigenerazione del borgo. Giani: "La rinascita è sempre più vicina."

Castelnuovo d’Avane, continuano i lavori di rigenerazione del borgo. Giani: “La rinascita è sempre più vicina.”

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Castelnuovo d’Avane, noto anche come Castelnuovo dei Sabbioni, è una frazione del Comune di Cavriglia, da tempo in declino e scelta dalla Toscana come rappresentante nel bando del Ministero della Cultura dedicato alla rigenerazione, finanziato con 20 milioni di euro nell’ambito del Pnrr.

Questa mattina si è svolto un sopralluogo del presidente Eugenio Giani, accompagnato dall’assessore alle infrastrutture Filippo Boni e, tra gli altri, dal sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, dal sovrintendente Gabriele Nannetti e dal professor architetto Marco Casamonti.

La visita ha anche rappresentato la prima opportunità per la cittadinanza di partecipare.

Tre anni fa, la Regione, su richiesta del Governo, ha selezionato il progetto di rigenerazione di Castelnuovo d’Avane, tra 42 proposte concorrenti. L’iniziativa prevede sia lavori di ristrutturazione che lo sviluppo di attività di valorizzazione e produzione culturale.

“La rinascita di Castelnuovo d’Avane – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – è sempre più vicina. Oggi, non solo le istituzioni, possono apprezzare i progressi straordinari di questo prezioso progetto di rigenerazione. Non potevamo perdere l’occasione offerta dal Pnrr e sono orgoglioso che i lavori procedano nei tempi previsti. Il merito va a tutti coloro che stanno operando in questa missione. A loro va il mio grazie, insieme all’entusiasmo di condividere il sopralluogo con la cittadinanza. Dare nuova vita a questo borgo, riparando le ferite lasciate dalla guerra e dallo sfruttamento minerario, è un simbolo di rilancio per tutta la Toscana. La realizzazione di questo progetto è una vera vittoria per l’intera comunità. Castelnuovo d’Avane incarna il futuro che desideriamo costruire insieme.”

“Un’ enorme emozione vedere l’antico borgo di Castelnuovo d’Avane rinascere – ha commentato l’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni -. Porto con me una consapevolezza ancora maggiore: questo progetto rappresenta un percorso umano, civile e culturale che ho seguito passo dopo passo, da quando ero vicesindaco e assessore alla Cultura di Cavriglia, fin dal momento dell’aggiudicazione del finanziamento, affrontando ogni fase e scelta complessa. Conosco questo borgo per appartenenza. È la mia comunità, il luogo dove vivo e a cui sono profondamente legato. Qui, la cultura non è un semplice ornamento, ma diventa sostanza, strumento di riscatto e possibilità concreta di futuro. Castelnuovo d’Avane dimostra che quando una comunità crede in se stessa e investe nella propria storia, può trasformarla in energia viva, capace di generare valore, lavoro e senso. Questo è il significato più profondo dell’azione pubblica: custodire il passato per renderlo fertile in futuro.”

Il sindaco Leonardo Degl’Innocenti o Sanni ha dichiarato: “È una grande emozione per me accompagnare la cittadinanza nel visitare il cantiere del Borgo di Castelnuovo d’Avane dopo mesi di lavoro, perché in tal modo i cittadini possono osservare i progressi dei lavori del progetto di rinascita e apprezzarne i risultati. Da ora, infatti, ci avviciniamo al termine dei lavori e all’inaugurazione.”

All’inizio dei lavori, Castelnuovo era un paese fantasma: gli abitanti si erano trasferiti in una frazione a valle. Nel borgo disabitato, esisteva solo un museo, realizzato all’inizio degli anni Duemila dalla Regione, dedicato alle miniere che hanno caratterizzato la storia del territorio. L’estrazione della lignite, nella seconda metà del Novecento, ha portato al progressivo spopolamento del paese. Il minerale serviva a alimentare la centrale termoelettrica di Santa Barbara e l’Enel espropriò il borgo. Altri sei abitati furono distrutti. Le miniere si esaurirono nel 1994 e l’azienda cedette il paese al Comune.

Il Borgo di Castelnuovo d’Avane è considerato un luogo di memoria delle sofferenze che la popolazione ha subito nel corso degli anni. Dalle atrocità commesse dai Pazzi nel 1267, che sterminarono gli uomini del villaggio, all’eccidio del 4 luglio 1944, perpetrato dai nazi-fascisti, che vide la scomparsa di 74 uomini e privò della vita 192 civili innocenti nell’intero territorio comunale.

L’intervento di rigenerazione interessa un’area totale di 5.050 mq, suddivisi in tre lotti funzionali che riguardano 15 edifici, con l’impegno di 4 imprese, oltre 75 operai e 15 tra ingegneri e architetti. Gli Enti coinvolti nel progetto sono più di 10.

Si contempla una riqualificazione totale, ambientale ed energetica, con particolare attenzione all’accessibilità e alla cultura, ponendo sempre al centro la storia e le peculiarità del borgo che fu.

Il percorso di rinascita vede la collaborazione di Enel Produzione S.p.A., che si occuperà della progettazione e realizzazione di una strada di collegamento al Borgo dall’area nord, ovvero dalla S.P. delle Miniere.

Fonte: Regione Toscana

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