Incendio Delca Energy: continuano le attività di monitoraggio e bonifica

Incendio a Vicopisano: l’assessore Barontini relaziona in Consiglio regionale

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“Sono stati eseguiti campionamenti di vegetazione spontanea, ortaggi e colture agricole, e le analisi hanno riguardato i principali contaminanti legati agli incendi di materiali plastici” e “i dati delle centraline per la qualità dell’aria sono stati esaminati, mostrando concentrazioni al di sotto dei limiti normativi”. “I risultati analitici hanno rivelato un quadro complessivamente rassicurante, senza contaminazioni attribuibili all’incendio”.

Queste sono alcune delle informazioni fornite dall’assessore all’ambiente David Barontini in risposta in Aula all’interrogazione, presentata da Chiara La Porta (FdI), riguardante il grave incendio dello stabilimento Delca Energy a Vicopisano (PI) avvenuto l’8 giugno 2026.

Ha aggiunto: “Le prime comunicazioni pubbliche sono state rilasciate il 9 giugno, quando erano disponibili informazioni affidabili sulle aree colpite” e “l’accertamento dei materiali coinvolti nell’incendio è parte di un’indagine penale coordinata dalla Procura della Repubblica di Pisa, e il sito è attualmente sottoposto a sequestro giudiziario”, “La Regione ha inviato una nota alla ditta per interrompere i conferimenti”.

Riguardo alle autorizzazioni dell’impianto, l’assessore ha spiegato che “era già operativo prima del trasferimento delle competenze autorizzative alla Regione, con le prime autorizzazioni risalenti al 2007 e 2009, su un impianto già esistente; le verifiche sulla localizzazione avrebbero dovuto essere condotte dall’ente competente all’epoca”. Sui controlli ispettivi, l’assessore ha ricordato che nel corso degli anni sono stati richiesti diversi accertamenti a causa di emissioni odorigene, seguiti da ispezioni straordinarie e interventi correttivi.

“L’autorizzazione dell’impianto non pone limiti territoriali sulla provenienza dei rifiuti, ma soltanto sulle tipologie e sui quantitativi trattati – ha continuato Barontini – Delca Energy non appartiene al sistema pubblico di gestione dei rifiuti urbani, operando come impianto privato autorizzato” “nel 2024 l’impianto ha ricevuto circa 153mila tonnellate di rifiuti, di cui 54mila da impianti toscani e 99mila da fuori regione”. Infine, “per garantire l’occupazione e la continuità produttiva locale”, “la Regione è pronta a fornire assistenza per il sostegno agli ammortizzatori sociali”.

“La sua risposta evidenzia numerosi problemi emersi in seguito a questo drammatico evento, il principale dei quali – ha dichiarato il vicepresidente Diego Petrucci (FdI) – è la totale mancanza di programmazione nella gestione dei rifiuti da parte della Regione Toscana, dato che circa due terzi dei rifiuti stoccati provenivano da fuori regione e una parte del rimanente dall’Ato centro”.

“In quella zona, oltre il 70/80 per cento dei rifiuti proveniva da al di fuori dell’Ato rispetto all’ambito territoriale competente”. Ha continuato: “L’indagine è in corso e saranno gli organi competenti ad acquisire i materiali bruciati, ma intanto chiedo di comunicare i dati ai cittadini perché hanno il diritto di sapere cosa è stato bruciato e cosa c’era stoccato”. “Non rispondere – ha concluso – genera dubbi e preoccupazioni”. Infine, “è possibile che in presenza di un impianto così importante si rinunci a sistemi di monitoraggio adeguati? Le centraline di Pisa Borghetto e di Santa Croce sono a distanze chilometriche diverse”. “La mancanza di pianificazione in Toscana per un vero sistema di smaltimento e raccolta dei rifiuti ha portato a una parcellizzazione e alla fragilità del sistema; è necessario un impianto importante in Ato che risponda alle esigenze dell’Ato stessa”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana – Ufficio stampa

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