Intelligenza Artificiale: Un Alleato Prezioso per Medici e Pazienti

Intelligenza Artificiale: Un Alleato Prezioso per Medici e Pazienti

109 0

ROMA (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale sta generando quella che molti ritengono una nuova “rivoluzione industriale”, influenzando ogni ambito della vita umana. Nel settore medico, essa si sta rivelando un alleato prezioso per diagnosi tempestive e cure personalizzate, mostrando potenzialità ancora da esplorare, ma anche presentando sfide significative.
Il contributo dell’intelligenza artificiale spazia dal trattamento di malattie cardiache e respiratorie fino alla diagnosi di tumori. L’avanzamento delle nuove prospettive e innovazioni nel campo dell’IA in medicina è stato il tema centrale del congresso “Artificial Intelligence in Medicine”, organizzato dalla Fondazione Menarini in collaborazione con il Gemelli Isola – Ospedale Isola Tiberina, il College of Medicine dell’Università della Florida Centrale, Sovaris AI e la Foundation for Gender-specific Medicine. Questo evento ha visto la partecipazione a Roma, il 9 e 10 settembre, di esperti di fama internazionale nel settore dell’IA applicata alla medicina. In linea con la missione della Fondazione Menarini di promuovere la scienza e la conoscenza, il congresso ha riunito i massimi esperti per discutere sulle potenzialità e le sfide future dell’IA in medicina.
L’intelligenza artificiale sta trasformando il panorama medico: migliora le diagnosi grazie all’analisi di enormi quantità di dati, riduce i tempi di attesa, identifica fattori di rischio e integra quelli già noti, ottimizza il rapporto tra medici e pazienti e snellisce la gestione delle malattie. C’è una percezione diffusa che l’IA possa rimpiazzare i medici, ma i dati suggeriscono il contrario. “Le ricerche dimostrano che non sarà l’intelligenza artificiale a sostituire i professionisti, ma piuttosto saranno i professionisti capaci di utilizzare l’IA a soppiantare chi non può sfruttare queste opportunità”, ha detto Stefano Del Prato, presidente della Fondazione Menarini. L’elemento “umano” nel rapporto tra medici e pazienti “non sarà sostituito dall’IA”, ha aggiunto, evidenziando che, al contrario, “l’intelligenza artificiale rafforzerà la pratica medica, consentendo ai professionisti di utilizzare la tecnologia per migliorare non solo l’assistenza clinica, ma anche la formazione continua di medici e studenti, rivoluzionando il modo in cui si insegna e si apprende la professione sanitaria”, ha continuato Del Prato. Inoltre, gli altri potenziali vantaggi dell’IA includono la maggiore sicurezza nella medicina, riducendo ritardi nelle diagnosi e potenziali errori nella ricerca di cure efficaci. L’IA può anche alleviare il carico amministrativo sui medici, frequentemente legato al burnout, lasciando così più tempo per una comunicazione più chiara ed efficace con i pazienti.
Grazie all’IA, gli specialisti possono analizzare e confrontare un’enorme quantità di immagini e dati, e portare avanti un “collega virtuale” che può individuare minime anomalie che potrebbero sfuggire all’occhio umano. Questo non riduce il ruolo del medico, ma ne ridefinisce le funzioni. Gli indubbi vantaggi dell’IA proiettano il settore sanitario verso una modernità caratterizzata da un’interazione sempre più profonda tra uomo e macchina. Inoltre, l’IA utilizzando algoritmi avanzati, getta le basi per una medicina personalizzata che integra profili genetici, biomarcatori, interazioni ambientali e storie cliniche individuali per personalizzare i trattamenti, massimizzando l’efficacia terapeutica e minimizzando effetti collaterali. Questo uso dell’IA è trasversale a diverse specializzazioni. Del Prato ha inoltre dichiarato: “L’intelligenza artificiale non è limitata a una sola specialità ma abbraccia tutte le branche della medicina, dalla cardiologia alla diabetologia, fino alla pneumologia. Si sta spingendo ancora più avanti verso nuovi orizzonti: lo sviluppo di gemelli digitali e reti ad alta capacità offrirà l’integrazione di diverse specialità in una visione precisa e olistica, permettendo simulazioni di interventi complessi e la creazione di sistemi predittivi per la gestione di epidemie e pandemie, e il progresso di robot chirurgici autonomi”. È fondamentale, tuttavia, non trascurare gli aspetti etici e normativi che richiederanno attenzione, come emerso nel corso dell’evento e della conferenza stampa finale.
Durante il convegno, è stata concessa particolare importanza all’applicazione dell’IA nella prevenzione e cura delle malattie cardiache e respiratorie, e del diabete, tra le patologie più diffuse che ogni anno causano migliaia di decessi. Nell’ambito delle patologie cardiovascolari, l’IA si è dimostrata uno strumento fondamentale per diagnosi e screening, trasformando la cardiologia. “L’intelligenza artificiale, con le sue enormi potenzialità, sta diventando un alleato prezioso per gli specialisti, consentendo una diagnosi precoce delle malattie cardiache, la prescrizione di terapie migliori e il monitoraggio di pazienti ad alto rischio, contribuendo a ridurre costi e risorse e migliorare la tempestività delle cure, con un impatto diretto sulla sopravvivenza. Ad esempio, l’elettrocardiogramma, un tempo utilizzato solo per analizzare l’attività elettrica del cuore, ora beneficia dell’IA, rivelando dati sulla funzione cardiaca che richiedevano in precedenza ecocardiogrammi. Potenziando l’ECG con l’IA, è stato possibile ottenere una sensibilità del 95,6% nel rilevamento di disfunzioni ventricolari. Un modello di IA applicato ai risultati dell’ECG ha mostrato un’accuratezza fino a 24 volte migliore nel prevedere il rischio di scompenso cardiaco rispetto agli algoritmi tradizionali”, ha spiegato Filippo Crea, membro del Comitato scientifico della Fondazione Menarini e Professore di Cardiologia e Direttore del Centro di eccellenza di Scienze cardiovascolari dell’Ospedale Gemelli-Isola di Roma. Inoltre, Crea ha aggiunto, “l’IA è utile anche nella stratificazione prognostica per identificare i pazienti con maggiore probabilità di complicanze future. Essa consente di integrare tutti i fattori di rischio per determinare la probabilità di infarto o ictus, considerando sia quelli tradizionali come colesterolo LDL, ipertensione, fumo e diabete, sia nuovi fattori di rischio su cui la ricerca si sta concentrando come lipidi dannosi, inquinamento, infezioni croniche, stress e isolamento sociale per creare un quadro di rischio specifico per ogni individuo”.
Per la diagnosi e il trattamento del diabete, “l’intelligenza artificiale ha portato allo sviluppo di sistemi avanzati per il rilascio automatico di insulina, denominati ‘pancreas artificiali’, che rappresentano un approccio rivoluzionario nella gestione del diabete”, ha affermato Boris Kovatchev, direttore del Center for Diabetes Technology dell’Università della Virginia. “Si tratta di un vero e proprio gemello digitale del sistema metabolico del paziente che, in un ambiente di simulazione sicura, può valutare come il proprio corpo reagisce alle variazioni nei livelli di insulina, in modo da regolare con maggiore precisione la quantità necessaria per gestire la glicemia. I risultati iniziali mostrano che, dopo sei mesi, i pazienti con un pancreas artificiale hanno mantenuto livelli di glucosio nel sangue più sicuri (dal 67,3% del tempo al 76,3%) e ridotto l’emoglobina A1c (media dei livelli di zuccheri nel sangue) da 6,8% a 6,6%”, ha spiegato Kovatchev. L’IA sta guadagnando sempre più importanza come strumento essenziale per la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie respiratorie, da quelle pediatriche come la fibrosi cistica e l’asma, a patologie croniche dell’adulto come la BPCO e il cancro ai polmoni. Durante la conferenza stampa finale, Del Prato, presidente della Fondazione Menarini, ha menzionato studi scientifici sull’uso dell’IA per lo screening del diabete sia tramite esami della lingua che radiografie toraciche. Questi studi “aprono a nuove potenzialità”, ha affermato. Concludendo la conferenza stampa, i relatori hanno convenuto che l’IA applicata alla medicina offre vantaggi straordinari per la salute dei pazienti, impensabili prima della sua introduzione. Tuttavia, è necessario mantenere un atteggiamento critico, verificando l’affidabilità e la sostenibilità, poiché richiede una riorganizzazione della formazione dei medici e delle strutture sanitarie, garantendo al contempo l’etica. In definitiva, gli strumenti dell’IA sono estremamente preziosi, ma devono essere utilizzati con saggezza e non con un approccio acritico, altrimenti potrebbero generare effetti indesiderati.
– foto xr2/Italpress –
(ITALPRESS).

Fonte notizia