Processo Keu: possibile sospensione di mesi per la questione di legittimità sull'abuso d'ufficio

Keu: la Regione fa appello contro la sentenza del TAR che ha escluso la responsabilità dei consorzi.

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Riapre la questione legale riguardante la presenza di keu nel rilevato della strada regionale 429, nel segmento tra Empoli e Castelfiorentino, tra la rotonda di Brusciana e il ponte sulla ferrovia Empoli–Siena. Stando a quanto riferito da Il Tirreno, la Regione Toscana avrebbe deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR del 22 maggio, che aveva disconosciuto la responsabilità del Consorzio Aquarno e del Consorzio Depuratore Santa Croce sull’Arno.

La questione si svolge parallelamente al procedimento penale già in corso a Pisa, con udienza fissata per il 2 luglio.

All’inizio del 2022, la Regione aveva emesso un provvedimento nel quale indicava come responsabili dell’inquinamento il Consorzio Aquarno e il Consorzio Depuratore Santa Croce sull’Arno, affermando che non avrebbero potuto esimersi dalle operazioni di recupero e smaltimento allocate alla ditta Lerose. A quest’ultima veniva ceduto il keu derivante dai fanghi di conceria, che successivamente veniva miscelato con materiale inerte per riempire il tracciato stradale. Oltre ai consorzi e alla stessa Lerose, erano state individuate anche diverse imprese di movimentazione terra, ma sono rimaste escluse dal procedimento penale.

Il Comune di Empoli ha ulteriormente notificato ai soggetti coinvolti l’obbligo di partecipare agli interventi per la messa in sicurezza dell’area, finanziati dalla Regione e conclusi a marzo.

Tuttavia, il TAR ha accolto i ricorsi dei consorzi, considerando non configurabile alcuna responsabilità una volta ceduto il materiale al soggetto responsabile dello smaltimento, né vi è obbligo di controllo sul cosiddetto “test di cessione“, l’analisi che simula il rilascio di sostanze da un materiale solido in contatto con l’acqua.

In considerazione delle motivazioni espresse dai giudici amministrativi fiorentini, la Regione ha pertanto scelto di presentare appello al Consiglio di Stato per richiedere una revisione della sentenza.



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