L’artista Rosmunda ha realizzato un nuovo murale intitolato Vasi comunicanti, un fiore sinergico, situato a Montelupo Fiorentino. Questo lavoro è stato commissionato da Lux Living social housing ed è curato da Street Levels Gallery.
Rosmunda, illustratrice e muralista nata nel 1992 a Pordenone, attualmente vive e lavora a Carrara. Dal 2018, si dedica all’arte urbana, creando opere che celebrano l’essenza dei luoghi mediante l’ascolto delle comunità locali.
Il progetto comprende quattro stanze decorate, in cui Rosmunda ha elaborato narrazioni visive in dialogo con lo spazio, le persone che lo abitano e il territorio circostante. Il tema centrale, che collega i vari ambienti, è il vaso, che oltre alla sua funzionalità di oggetto, si trasforma in un vero e proprio narratore, un contenitore di storie. Diventa così un ponte tra la cultura locale e la ricerca dell’artista, considerando che Montelupo Fiorentino è conosciuta come la città della ceramica.
Il vaso riflette la funzione dello spazio che lo accoglie; ad esempio, nella stanza dedicata al centro medico riabilitativo, si staglia un vaso dallo stile antico, mentre al centro una figura in bicicletta evoca il movimento del corpo e la riabilitazione come cura, in armonia con il concetto di mens sana in corpore sano.
Nello spazio dedicato al supporto psicologico e alle attività per ragazzi con deficit di attenzione attraverso strumenti digitali, l’Home Digital Care di Sintesi Minerva, il vaso assume la forma di un volto. La palette cromatica si orienta verso toni leggeri che evocano calma e serenità, e i riferimenti al digitale si integrano con naturalezza nel soggetto, creando un’armonia tra mondo tecnologico e naturale.
Il terzo ambiente è il più variegato, frequentato da persone con diverse origini, culture e storie di vita. Qui, una grande giara monumentale con un volto sulla superficie si immerge in un giardino. Dalla testa di questa figura, che si colloca tra oggetto e soggetto, spunta un bouquet di fiori, tutti diversi, simboleggiando la pluralità delle persone che popolano lo spazio, contribuendo alla formazione di una comunità.
L’ultima stanza, dedicata allo sportello di sostegno, è spesso frequentata da famiglie di migranti. In questo contesto, Rosmunda ha realizzato due fiori in dialogo, con un volto umano al centro del pistillo. Le figure, sebbene appartengano a specie diverse, chiacchierano con naturalezza, ricordando che, malgrado le differenze, siamo tutti esseri umani, proprio come i due fiori sono piante di specie differenti. Il bocciolo rappresenta i bambini che transitano in quello spazio insieme alle loro famiglie, incarnando un’idea di convivenza che favorisce l’inclusione nella comunità e stimola l’armonia e la mescolanza fertile tra culture diverse.
