Oltre 3.700 ispezioni lavorative condotte dalla ASL Toscana Sud Est

Sicurezza sul lavoro: in Toscana sette morti in più rispetto al 2023

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Tra le regioni che nel 2025 mostrano un aumento significativo delle morti sul lavoro, c’è anche la Toscana, che registra sette vittime in più rispetto all’anno precedente. Questo dato pesa notevolmente sul bilancio nazionale degli incidenti mortali, contribuendo a far salire il totale a 652 decessi entro ottobre, tre in più rispetto ai 649 del 2024.

Questi numeri, sebbene ancora provvisori, tracciano un quadro drammatico e ben lontano dall’astratto. “Non parliamo di cifre fredde, ma di persone, famiglie spezzate, vite che non torneranno a casa” ha enfatizzato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, commentando i dati Inail. Secondo il sindacato, è inaccettabile continuare a considerare questi eventi come fatalità, dato che le dimensioni e la dinamica del fenomeno richiedono decisioni politiche e organizzative chiare.

Nell’analisi territoriale, oltre alla Toscana, si registrano aumenti anche in Veneto (+23), Piemonte (+14), Puglia (+10), Marche (+9) e Campania (+7), mentre Lombardia e Lazio mostrano flessioni significative. A livello settoriale, i comparti che evidenziano i maggiori incrementi delle denunce sono le attività manifatturiere e il commercio, sottolineando che il rischio rimane alto nei settori più comuni.

Per l’UGL, la risposta non può limitarsi a una mera constatazione. È necessario rafforzare strutturalmente i controlli, rendere più efficiente l’incrocio delle banche dati e potenziare stabilmente il personale degli enti ispettivi. Secondo Capone, è anche fondamentale investire nella formazione, iniziando fin dalla scuola dell’obbligo, per creare una vera cultura della prevenzione.

Il sindacato chiede inoltre la continuazione del tavolo permanente sulla sicurezza, affinché il dialogo tra istituzioni e parti sociali porti a misure operative e non solo a principi teorici. “Il lavoro è un diritto solo se si garantisce la vita di chi lo svolge. La sicurezza non è un’opzione, ma un dovere costituzionale che deve orientare ogni scelta, pubblica e privata,” ha concluso Capone.

Fonte: Ufficio Stampa

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