L’indomani dell‘inaugurazione della sede di Fratelli d’Italia a Santa Croce sull’Arno, si solleva un dibattito sulla decisione del circolo locale di dedicare il luogo a Giorgio Almirante. Una scelta comunicata dalla stessa FdI Santa Croce, che ha annunciato il taglio del nastro in presenzia di rappresentanti nazionali e regionali. Almirante, tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano e con un passato nelle istituzioni fasciste, ha già suscitato polemiche in merito all’intitolazione di luoghi pubblici, come nel 2023 a Grosseto. In questo caso, si tratta di un circolo del partito, che si aggiunge ad altre intitolazioni italiane dedicate a Almirante, e ha già innescato commenti di dissenso nel comune del Cuoio.
Fra questi, c’è quello di Alessandra Ugolini, del gruppo consiliare “Insieme per Santa Croce”. “L’intitolazione della nuova sede di Fratelli d’Italia di Santa Croce sull’Arno a Giorgio Almirante non è un fatto secondario né una mera scelta commemorativa. È una precisa dichiarazione politica“, scrive nella sua nota la consigliera. “Da anni, la destra tenta di proporsi come una forza moderna e moderata, pienamente integrata nella cultura democratica del Paese. Tuttavia, quando è giunto il momento di scegliere a chi dedicare la propria sede, la scelta è ricaduta su Giorgio Almirante, figura del fascismo repubblicano e successivamente centrale nella tradizione politica emersa dopo la guerra con il Movimento Sociale Italiano. Questa è una decisione estremamente significativa. Nessuno può affermare che si tratti di un tributo neutrale o puramente storico. Intitolare una sede implica indicare un riferimento ideale, un modello politico, e un’eredità da rivendicare. Significa sostanzialmente esprimere chi si è e da dove si proviene. Parliamo di una figura che, durante la Repubblica Sociale Italiana, operò attivamente nell’apparato del regime. Il suo nome è inoltre associato a manifesti dell’epoca per i giovani italiani renitenti alla leva, nei quali si minacciava la presentazione alle autorità della RSI, con severe conseguenze, fino alla fucilazione. È a questa storia che si richiama la scelta di apporre il suo nome all’ingresso di una sede di partito. Sorprende quindi che gli esponenti presenti abbiano rivendicato con orgoglio questa continuità politica e culturale. Più che un’inaugurazione, è risultata una riaffermazione identitaria che rivela senza filtri quale sia il background politico della destra santacrocese.” Ugolini aggiunge: “Noi crediamo che Santa Croce abbia una storia diversa. Una storia di lavoro, partecipazione democratica, antifascismo, e impegno civile. È una storia che ha contribuito a costruire la Repubblica e la Costituzione, e non può essere riconosciuta nella celebrazione di una tradizione politica che affonda le radici nell’esperienza fascista del nostro Paese. L’intitolazione della sede ad Almirante chiarisce definitivamente un punto: dietro la narrazione di una destra che desidera apparire semplicemente conservatrice e moderata, persiste la necessità di richiamarsi a simboli e protagonisti di una storia politica che trae origine dal fascismo. È una scelta di cui Fratelli d’Italia si prende la responsabilità politica. E i cittadini di Santa Croce hanno il diritto di valutare ciò che realmente rappresenta.”
Per la Sezione Anpi Valdarno Inferiore, che comprende i territori di Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto, San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Maria a Monte e Fucecchio, “la decisione di Fratelli d’Italia di Santa Croce sull’Arno di intitolare la propria sezione a Giorgio Almirante non può essere ignorata.
L’esponente missino, in gioventù, aderì attivamente al Fascismo, firmando articoli dichiaratamente razzisti. Si dirà che molti lo hanno fatto, ma lui non ha mai rinnegato il suo passato.” Dall’Associazione nazionale partigiani del Cuoio si continua: “Inoltre, aderì alla Repubblica Sociale Italiana al servizio dei nazisti, e in qualità di capo gabinetto del ministro Mezzasoma firmò il 17 maggio ’44, un bando che prevedeva che tutti gli sbandati (renitenti, disertori dell’esercito fascista, partigiani) che non si fossero presentati entro la scadenza prevista ai posti militari della RSI o tedeschi, sarebbero stati considerati fuori legge e trattati con la fucilazione alla schiena…>. Intitolare la propria sezione a Giorgio Almirante rappresenta una riaffermazione orgogliosa delle proprie radici storiche e appare in contraddizione con l’impegno per i valori della Costituzione e della Repubblica antifascista, ai quali un partito di governo dovrebbe ispirarsi.” Inoltre, per l’Anpi Valdarno Inferiore “è un affronto alla memoria di Alberto Dani e Remo Bertoncini, fucilati in quanto renitenti alla leva, e alle tradizioni antifasciste di Santa Croce sull’Arno, che vide durante il Fascismo centinaia di perseguitati (tra vittime di violenze e angherie, arrestati e condannati dal Tribunale Speciale, confinati, costretti all’espatrio).”
