Hanno ricevuto il titolo di “Giusti fra le Nazioni” per aver salvato una bambina ebrea durante la Shoah. Lo Yad Vashem ha conferito alla memoria di Cesare Conti e Dina Conti l’onorificenza destinata a coloro che, durante le persecuzioni naziste, hanno rischiato la propria vita per aiutare gli ebrei.
La cerimonia è avvenuta oggi presso la sinagoga di Firenze, alla presenza di Sara Baruchi Campagnano, salvata dai due sposi nel 1944. Il riconoscimento è stato ricevuto dalla discendente Laura Cecchini.
Sara Baruchi Campagnano nacque a Milano nel 1940, ma presto la famiglia si trasferì a Firenze, la città natale della madre Hulda Cassuto. Dopo il rastrellamento della comunità ebraica fiorentina nel novembre 1943, suo nonno materno, il rabbino Nathan Cassuto, la nonna Hana e il padre di Sara, Saul Campagnano, furono arrestati e deportati nei campi di sterminio in Polonia. Solo Hana riuscì a sopravvivere e a tornare a casa.
Rimasta sola, Hulda Campagnano cercò di salvare i propri figli e quelli del fratello, affidandoli a conventi e famiglie cristiane grazie all’aiuto di membri della Chiesa cattolica. Nel maggio 1944, la piccola Sara fu accolta nella casa dei coniugi Conti, insieme alle loro figlie Licia e Vanda.
Per proteggerla dai pericoli della guerra e dell’occupazione tedesca, Cesare Conti la portava ogni giorno con sé nei campi di lavoro. Sara visse con la famiglia per circa tre mesi, fino alla liberazione di Firenze nel settembre 1944.
Il legame tra le due famiglie continuò anche nel dopoguerra. Le lettere conservate nel tempo testimoniano l’affetto profondo che i Conti avevano per la bambina, affettuosamente chiamata “Mimma” e “Mimmina”.
