Gli studenti hanno manifestato durante la cerimonia di apertura dell’anno accademico della Scuola Normale Superiore di Pisa. Gli allievi del corso ordinario hanno espresso dissenso nei confronti di alcune decisioni della direzione, affrontando temi come i finanziamenti per la mobilità individuale, gli orari delle biblioteche e le condizioni delle strutture. La protesta si è svolta mentre il direttore Andrea Schiesaro era al microfono, con gli studenti che occupavano la scalinata.
Massimo Foschi, parlando a nome dei suoi colleghi, ha sollevato preoccupazioni riguardo alle conseguenze del nuovo Piano strategico 2026-2031, approvato dal Senato accademico e dal consiglio di amministrazione il 30 settembre.
«Il piano strategico prevede che la riforma della mobilità individuale degli studenti dovrà affrontare quasi sicuramente significativi tagli ai fondi disponibili per ciascuno», ha affermato Foschi.
Tra i punti controversi c’è anche la cessazione dell’apertura serale delle biblioteche, che secondo gli studenti riduce gli spazi di studio e influisce sulla vita comunitaria. Gli allievi hanno anche messo in evidenza un periodo di incertezza e difficoltà nella manutenzione degli edifici, sottolineando l’importanza della stabilità abitativa nel loro percorso accademico.
«La stabilità abitativa è una garanzia fondamentale per gli studenti che devono affrontare un alto impegno accademico, e su queste problematiche non sempre hanno ricevuto la disponibilità auspicata da parte della direzione», ha dichiarato Foschi.
Un primo incontro tra la rappresentanza studentesca e la direzione è già stato programmato per martedì prossimo.
Durante il suo intervento, Schiesaro ha sottolineato che gran parte del lavoro dell’ultimo anno è stato dedicato alla definizione del Piano strategico 2026-2031, mirato a rafforzare l’impegno nella ricerca avanzata, l’integrazione tra formazione e ricerca, la selezione per merito e la dimensione collegiale della Scuola.
Il direttore ha anche presentato alcune misure per offrire maggiore sostegno agli studenti provenienti da famiglie con risorse limitate. Per la prima volta, è stata introdotta una borsa di studio parametrata sulla situazione economica del nucleo familiare: per gli allievi con un Isee inferiore a 40.000 euro, l’importo annuale aumenta da 1.280 a 5.000 euro.
«Oltre il 60% delle risorse impiegate dalla Scuola per il diritto allo studio sarà destinato alle fasce più svantaggiate, riconoscendo che il merito deve essere accompagnato dalla mobilità sociale», ha spiegato Schiesaro.
La Scuola garantirà anche l’ospitalità gratuita durante le prove scritte per il concorso di ammissione ai candidati con Isee inferiore a 35.000 euro.
Il direttore ha infine annunciato l’istituzione, a partire da gennaio, di un ufficio dedicato a benessere, diversità, equità e inclusione, che servirà da punto di riferimento per gli studenti e li guiderà verso i servizi appropriati.
Tra le proposte del Piano strategico c’è l’istituzione di una Scuola dottorale di ateneo, progettata per rafforzare l’organizzazione e la visibilità dei percorsi di dottorato.
Il fine, ha chiarito Schiesaro, è rendere l’offerta formativa più coordinata, sostenibile e competitiva, mantenendo sotto la responsabilità dei collegi dei singoli dottorati i contenuti scientifici e preservando l’identità dei vari percorsi.
