MILANO (ITALPRESS) – La riciclabilità dei materiali, la riduzione dell’impronta di carbonio, un minor peso delle strutture e una maggiore efficienza nella costruzione sono solo alcuni dei principali benefici dei sistemi a base gesso, sostiene Luca Sironi, presidente di Assogesso. Queste soluzioni possono contribuire a un’edilizia più sostenibile e performante. “Un sistema a secco è completamente riciclabile, facile da smontare e demolire, presentando vantaggi evidenti”, dichiara Sironi in un’intervista a Italpress. Il gesso, utilizzato da secoli nelle costruzioni, è alla base di diverse applicazioni, che spaziano dai sistemi a secco, come il cartongesso, agli intonaci e alle malte. Sironi spiega che proprio i sistemi a secco hanno caratteristiche che possono migliorare la sostenibilità del settore delle costruzioni. “Essendo più leggero, ha un’impronta di carbonio inferiore”, rileva, sottolineando anche i benefici in termini di rapidità di installazione e prestazioni. Un sistema a secco, che comprende una struttura portante, materiale isolante e lastre di chiusura, “pesa 4-5 volte di meno rispetto a un metro quadro equivalente di laterizio”, afferma Sironi, evidenziando i vantaggi di peso che costituiscono un grande beneficio in termini di sicurezza in un Paese sismico come il nostro. La sostenibilità si riflette anche nella composizione dei materiali e nella loro possibilità di recupero a fine vita. “Il cartongesso è composto da una struttura semplice: un’orditura metallica, il metallo può essere riciclato, lane di isolamento interno anch’esse riciclabili, e delle lastre composte da carta, un materiale riciclabile, gesso, un altro materiale riciclabile, e acqua cristallizzata”, chiarisce Sironi. Questa combinazione di componenti, secondo il presidente di Assogesso, rende i sistemi ideali per una gestione circolare dei materiali da costruzione. “Con le innovazioni che l’industria sta sviluppando a livello di lastre e orditure metalliche, questi sistemi offrono anche prestazioni acustiche, termiche e di salubrità ambientale superiori rispetto ai laterizi tradizionali”, sostiene. Nel frattempo, il mercato italiano del cartongesso ha sperimentato una crescita sostanziale nel lungo periodo. “È un mercato cresciuto circa cinque volte dal 1990”, afferma il presidente di Assogesso, sottolineando che il settore ha viaggiato “a una velocità doppia rispetto al resto dell’industria”. Tuttavia, nonostante questa evoluzione, il livello di diffusione dei sistemi a secco in Italia rimane inferiore rispetto a vari altri Paesi europei. “L’utilizzo in Italia rispetto ai nostri vicini europei è ancora troppo basso”, osserva Sironi. Paragonando alla Spagna, che presenta modalità costruttive simili, l’adozione pro capite dei sistemi a secco supera del 10-15%. In Belgio, Olanda e Regno Unito, il valore è “quasi doppio”, aggiunge. Per promuovere la crescita e una maggiore diffusione di queste tecnologie, Sironi sostiene che sia necessario operare lungo l’intera filiera, dalla progettazione alla posa in opera, fino a una maggiore consapevolezza da parte dei committenti. “È un problema che coinvolge l’intera filiera”, afferma, richiamando l’importanza di accrescere la conoscenza riguardo alle prestazioni dei sistemi a secco anche nell’edilizia residenziale. Inoltre, la formazione dei progettisti riveste un’importanza cruciale. “Siamo un Paese con la più alta densità di architetti nella Comunità europea, ma abbiamo pochissimi corsi universitari dedicati a formare architetti e ingegneri sulla progettazione con sistemi a secco”, rileva. Infine, la qualificazione della manodopera è un passaggio decisivo. “Un sistema a secco raggiunge le prestazioni previste solo se la posa è corretta”, precisa Sironi, evidenziando la necessità di una sinergia tra industria, istituzioni, scuole di posa e enti normativi. Riguardo alle prospettive, il presidente di Assogesso riconosce le sfide che il settore edile affronta in Italia e in Europa. Il 2026, osserva, è segnato da “una particolare tensione”, con possibili ripercussioni anche nel 2027. In questo contesto, tuttavia, “le prospettive per i sistemi a secco appaiono meno negative rispetto al resto del comparto”, grazie ai vantaggi in termini di prestazioni, produttività e rapidità di posa, che si traducono in costi complessivi competitivi. (ITALPRESS).
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