“Quella sera, A. aveva una piccola mannaia mentre inseguiva Maati. In seguito, scoprii che anche P. portava un coltello”. Questa è una delle dichiarazioni più gravi emerse durante l’udienza del processo per la morte di Maati, il 17enne ucciso la notte del 29 dicembre 2024 a Campi Bisenzio, in seguito a un inseguimento nato, secondo l’accusa, da un tragico scambio di persona.
A testimoniare davanti alla Corte d’assise di Firenze è stato D.V., 19 anni, uno dei cinque imputati accusati di omicidio volontario aggravato, insieme a D.A.E.E., 22 anni, D.M., 20, I.A., 20, e F.P., 18. L’interrogatorio, durato quasi quattro ore nell’aula bunker del capoluogo toscano, è stato condotto dagli avvocati delle parti, dal pm A.N. e dalla presidente della Corte, D.L.
Secondo il racconto di V., tutto sarebbe partito all’uscita dalla discoteca, quando lui e A. ricevettero una telefonata da due amiche “preoccupate perché una di esse era stata spinta e offesa da nordafricani”. I due si diressero verso le ragazze in auto. “Una di loro indica un ragazzo in un gruppo. Il gruppo si avvicina, D. lo colpisce con un pugno e poi inizia a correre”.
Da quel momento è iniziato l’inseguimento del gruppo di giovani in fuga. V. ha ricostruito tre fasi distinte dell’aggressione. La prima vicino a una banca: “Ho visto A. con una piccola mannaia mentre correva”.
La seconda fase, come riferito in aula, si sarebbe svolta sotto i portici di Campi Bisenzio. “Un ragazzo”, ascoltato come testimone e non indagato, “tratteneva Maati mentre P. lo colpiva a pugni”.
Infine, l’accaduto sul bus, considerato cruciale nella ricostruzione dell’omicidio. “Sono rimasto sempre in mezzo alla strada, quando ho visto una persona cadere dal bus mi sono avvicinato e poi sono scappato. Ma non ho visto chi ha aggredito il ragazzo”.
Durante l’udienza, il 19enne ha riconosciuto le proprie responsabilità morali nell’aggressione. “So di aver sbagliato — ha dichiarato V. — Ho circondato, insieme agli altri, quel ragazzo. Ma poi sono rimasto a guardare e non ho fatto nulla per fermare gli altri”.
Alla domanda del pm sul motivo per cui cinque persone avessero aggredito un ragazzo solo, l’imputato ha risposto: “Io ho seguito P. che correva, ma Maati non l’ho toccato”. La prossima udienza del processo è stata fissata per l’8 giugno.
