Si registrano nuovi sviluppi nell’inchiesta riguardante la morte di Mattia Giani, il giovane calciatore di 26 anni del Castelfiorentino che ha accusato un malore durante una partita del campionato di Eccellenza il 14 aprile 2024, sul campo del Lanciotto Ballerini a Campi Bisenzio. Il ragazzo è deceduto il giorno successivo presso l’ospedale di Careggi.
Il giudice per le indagini preliminari Roberta Di Maria ha disposto una perizia in forma di incidente probatorio, accogliendo la richiesta della Procura, con l’intento di chiarire eventuali responsabilità connesse al decesso.
L’incarico è stato affidato da parte del giudice a un panel di esperti composto dal professor Marco Di Paolo, dal docente Michele Emdin e dal dottor Paolo Del Sarto, incaricati di stabilire “la presenza di un nesso di causalità tra le incertezze ascrivibili agli indagati e il decesso di Mattia Giani.”
L’inchiesta, avviata dal pm Giuseppe Ledda e ora seguita dal sostituto procuratore Alessandro Moffa, coinvolge nel reato di omicidio colposo un ex dirigente della società Lanciotto e due medici sportivi.
Secondo le prime analisi prese in considerazione dalla Procura, la morte sarebbe stata attribuita a una cardiopatia aritmogena del ventricolo sinistro. Tuttavia, gli stessi esperti avevano escluso un legame diretto tra possibili condotte colpose e il decesso. Valutazioni che, secondo il pm Moffa, appaiono “non completamente convincenti, parzialmente contraddittorie e criticate in modo condivisibile dalla consulenza del legale della famiglia Giani”.
La nuova perizia dovrà esaminare vari aspetti, inclusa la potenziale correlazione tra il malore e l’assenza di un medico, un’ambulanza e un defibrillatore funzionante, oltre alla presenza di eventuali segnali precoci della patologia cardiaca che potrebbero non essere stati adeguatamente considerati nei certificati di idoneità sportiva rilasciati tra il 2020 e il 2023.
La prossima udienza per discutere la perizia è programmata per il 6 ottobre 2026.
