Il 1° maggio a Montemurlo ha dato vita a una grande celebrazione per richiedere un lavoro dignitoso, giusto e sicuro per tutti. La giornata è iniziata al mattino in piazza della Repubblica con una delle tre manifestazioni nazionali promosse dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, che ha visto l’intervento del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Una piazza decorata con palloncini azzurri, verdi e rossi, i colori delle tre sigle sindacali, ha accolto con entusiasmo i manifestanti. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco Simone Calamai, che ha salutato i manifestanti dal palco del Primo Maggio, situato proprio all’ingresso del parco urbano, creando un affascinante sfondo “verde”.
«Sono contento che l’intera manifestazione si sia svolta senza incidenti – ha dichiarato Calamai – Ringrazio gli organizzatori, le forze dell’ordine e i manifestanti per il loro senso civico. Un ringraziamento particolare va ai nostri cittadini e alle associazioni che hanno collaborato attivamente affinché tutto si realizzasse al meglio. Oggi rappresenta davvero una giornata storica per Montemurlo, una terra di lavoro che ha saputo, nei decenni, generare benessere e ricchezza per tanti, giunti qui da tutta Italia».
Il pomeriggio dedicato al lavoro sicuro a Montemurlo è proseguito alle 14, sotto un caldo sole, con l’intitolazione della “Via Luana D’Orazio”. L’evento ha visto la partecipazione della ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, che rappresentava il governo, della vice presidente del Senato, Maria Domenica Castellone (che ha donato una targa a Emma Marrazzo), e della presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo, insieme al segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, e al presidente della Regione, Eugenio Giani.
La cerimonia di intitolazione è iniziata con l’inno nazionale, suonato dalla Filarmonica Giuseppe Verdi di Montemurlo, e si è conclusa con il lancio di palloncini bianchi e rosa che hanno accompagnato la cerimonia di scopertura della targa stradale “Via Luana D’Orazio”. Il sindaco Calamai, insieme alla madre Emma, alla ministra del Lavoro Calderone e alla prefetto La Iacona, ha scoperto una targa all’inizio della strada, in ricordo di Luana e del significato di questa intitolazione.
Sulla targa si legge: “Questo è un luogo di memoria viva e d’impegno civile nel nome di Luana D’Orazio. Luana era una giovane solare, piena di sogni e speranze. Amava il suo bambino, la sua famiglia e la vita. Lavorava con dedizione per costruire un futuro per sé e per suo figlio. Luana è morta sul lavoro in una fabbrica di Montemurlo il 3 maggio 2021, a soli 22 anni. La sicurezza non è mai un costo né un lusso, ma un dovere e un diritto inalienabile di ogni individuo. È necessario un impegno collettivo da parte di istituzioni, aziende e cittadini per promuovere una cultura della sicurezza che tuteli la vita e la dignità di ogni lavoratore. Solo così possiamo onorare la memoria di Luana e di tutte le vittime delle “morti bianche”, costruendo un avvenire in cui il lavoro sia simbolo di realizzazione e non di rischio. Per un lavoro giusto e dignitoso: mai più morti sul lavoro”.
Una targa circondata da fiori per ricordare il sorriso di Luana e di tutti quelli che non ci sono più. Il sindaco Calamai ha ricordato: «Sabri Jaballah, 22 anni come Luana, bello, responsabile e fiero, proprio come Luana (…) Anche lui era uno dei volti della nostra “migliore gioventù”, quella che non spara nelle piazze ad altri coetanei, ma che lavora e si impegna per inseguire i propri sogni». Inoltre, ha menzionato altri morti sul lavoro delle nostre zone, come Giuseppe Siino, Gianni Gesualdi, un giovane montemurlese morto folgorato nel luglio 2022, e molti altri. Ha introdotto la cerimonia con un discorso che metteva in risalto la positiva sinergia con la prefetto di Prato, Michela La Iacona, per giungere, prima del decimo anniversario dalla morte, all’intitolazione della strada per la giovane operaia. «Il lavoro a Montemurlo è sempre stato e deve essere un mezzo di vita e progresso, non può mai, qui come altrove, essere fonte di morte e disperazione, come quella vissuta dalla famiglia D’Orazio», ha ribadito il sindaco, sottolineando la battaglia civile della madre di Luana, Emma Marrazzo.
Rivolgendosi anche alla ministra Calderone, il sindaco Calamai ha affermato: «Vale davvero la pena riarmarsi o è meglio investire in temi che riguardano realmente la vita delle persone, sul lavoro, sulla giustizia sociale, e investire seriamente per fermare questa “guerra quotidiana” che ogni anno ci porta via silenziosamente figli, mariti, mogli, amici?» Ha poi sottolineato che serve una svolta, cultura e attenzione da parte di tutti, datori di lavoro e istituzioni, e consapevolezza da parte dei cittadini-lavoratori. «La sicurezza nei luoghi di lavoro dovrebbe essere insegnata nelle scuole come materia curricolare» ha aggiunto, e ha insistito sulla necessità di fare di più, sia a livello di controlli e normative, sia culturalmente, per ridurre drasticamente i morti sul lavoro nel nostro Paese. «È una lotta che ci deve vedere uniti, al di là delle posizioni di parte, per garantire un lavoro davvero sicuro per tutti».
Una visione condivisa anche dalla ministra Calderone: «È arrivato il momento di assumerci una responsabilità collettiva. Dobbiamo lavorare sulla formazione, formando imprenditori e valorizzando coloro che qualificano le proprie aziende anche sotto il profilo della salute e della sicurezza sul lavoro» e ha aggiunto: «Credo che il modo migliore per onorare la memoria di Luana e degli altri caduti sul lavoro sia quello di svolgere dignitosamente il nostro lavoro con impegno. Gli ispettori devono aumentare, ma non è sufficiente avere un ispettore in ogni azienda; dobbiamo lavorare affinché tutti comprendano che non siamo responsabili solo di noi stessi, ma anche della vita degli altri». Ha poi ricordato un giovane che proprio oggi ha perso la vita mentre si recava al lavoro in monopattino. La ministra ha accolto la proposta del segretario Bombardieri e il prossimo 8 maggio a Roma incontrerà i rappresentanti sindacali per discutere non solo di lavoro sicuro, ma anche dei nuovi rischi legati alle nuove modalità di lavoro: strumenti tecnologici che stanno cambiando il panorama lavorativo in Italia.
Fonte: Comune di Montemurlo – Ufficio stampa
