Il sig. Furio Moretti ha festeggiato il suo centenario, avendo vissuto sempre a Livorno, tranne per il giorno della sua nascita, quando sua madre si recò a partorire, come era consuetudine, dai genitori nei pressi di Casciana Terme. Durante la sua vita, Furio ha vissuto e raccontato molte esperienze, condivise nel suo libro “Le mie memorie”.
Ancora troppo giovane per essere arruolato, nel 1943, all’età di 18 anni, fu assunto dal Comune di Livorno, che in quel periodo era stato “trasferito” a causa dei bombardamenti alla Valle Benedetta. Da quella posizione, Furio osservò con grande tristezza l’arrivo dei bombardieri dal mare e la devastazione della sua città. Dopo la guerra, contribuì come disegnatore dell’Ufficio Tecnico alla creazione della rete idrica che attualmente fornisce acqua a Livorno, proveniente da Filettole e altre località.
Furio è orgoglioso di dire che è stato anche arbitro, iniziando nel 1946 con le giovanili e successivamente nelle categorie superiori. Nel 1952, si trovò persino a dirigere un Livorno-Bologna: l’arbitro non si era presentato e lui, che era sugli spalti a guardare la partita, fu chiamato dall’altoparlante e invitato a indossare la divisa. La partita finì 4 a 1 per il Bologna, che militava in categorie superiori, mentre il Livorno era già retrocesso.
Furio ha guidato fino all’età di 96 anni, mantenendo la patente per 70 anni. È vedovo da tre anni dopo aver condiviso 82 anni con la moglie Anna Maria. Ha due figlie, tre nipoti e sei bisnipoti, il più grande dei quali ha già 28 anni. Non vede l’ora di organizzare una grande festa con tutti loro non appena si sarà ripreso da un recente intervento al femore.
Il sindaco Luca Salvetti gli ha inviato una scatola di cioccolatini con gli auguri della città.
Fonte: Comune di Livorno – Ufficio stampa

