Dopo Il Mondo Nuovissimo, sempre pubblicato da Luiss University Press, nel quale l’analisi era in gran parte indirizzata in una chiave filosofico-antropologica, De Felice e Race proseguono l’esame partendo dalle considerazioni di Kranzberg, evidenziando l’importanza attiva e cruciale dell’essere umano nel guidare lo sviluppo tecnologico. Governare la tecnologia implica fare scelte sulle diverse direzioni in base alle necessità e ai desideri di un’umanità che desidera continuare a dare significato alla propria vita, evitando di perdersi in una virtualità che trasforma il pensiero in una connessione continua, all’interno di una realtà costantemente mediata da smartphone e computer, nel cuore di un capitalismo della sorveglianza che opera in modo invasivo e predittivo, limitando la libertà interiore e la consapevolezza dei singoli momenti.
Gli autori guidano il lettore attraverso una vasta rassegna delle applicazioni dell’IA: dalla formazione alla sanità, dalla giustizia alle smart city, dall’arte “aumentata” alle modalità di partecipazione civica. Il progresso tecnologico, nella misura in cui contribuisce a migliorare la qualità della vita, sembra inarrestabile. Il volume offre una panoramica dettagliata: coltivazioni ottimizzate con minor utilizzo di risorse idriche e pesticidi; sistemi per la regolazione del traffico capaci di contenere i flussi; strumenti digitali per la prevenzione sanitaria; smaltimento più efficiente dei carichi giudiziari; piattaforme che incentivano il coinvolgimento dei cittadini nella pianificazione urbana; modelli di didattica personalizzata orientati a ridurre le disuguaglianze sociali.
La varietà degli esempi rende il saggio uno strumento prezioso per comprendere le potenzialità e i limiti di una tecnologia che ha già cambiato il presente e si prepara a influenzare il futuro imminente. Gli autori delineano, per ciascun campo della vita sociale, le modalità attraverso cui l’IA può contribuire a migliorare o, al contrario, a compromettere le condizioni di esistenza, unendo riflessioni teoriche e applicazioni pratiche, questioni etiche ed esempi operativi, visioni utopiche e possibili derive distopiche. Ne deriva un invito a mantenere viva e attiva la riflessione: una responsabilità che, come sottolineano De Felice e Race, concerne direttamente ogni individuo.
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